Provincia. Il movimento giovanile de La Destra avanza la proposta di istituire un comitato per le politiche giovanili in Provincia di Savona. “Si fa sempre un gran parlare del disagio giovanile e della condizione per cui il giovane non è più autore attivo della sua vita” dichiara Luca Gallizia, portavoce provinciale Gioventù Italiana Savona, “ma si limita a subire il mondo in cui viviamo senza però proporre mai qualcosa teso a fermare o cambiare questa condizione dei giovani.”
“Il disagio giovanile” prosegue, “è un problema la cui importanza è sottolineata dalla continua attenzione dei media e per questo Gioventù Italiana Savona, movimento giovanile de La Destra, propone di creare un comitato provinciale per le politiche giovanili che, lavorando a contatto con l’assessore provinciale per le politiche giovanili, tenda innanzitutto a creare una comunità in grado di aiutare i giovani a superare i momenti più delicati e i momenti di passaggi, in cui è molto alto il rischio di smarrirsi o di rifugiarsi nella strada sbagliata portando a un’autodistruzione della propria vita sociale”
“Inoltre” dichiara Luca Gallizia, “potrà aiutare i giovani a riscoprire il senso della comunità e della partecipazione attiva alla vita con iniziative tese a dare un’alternativa ai giovani rispetto al classico ritrovo al bar o in discoteca, luoghi senz’altro validi per la socializzazione e lo svago ma che non devono costituire l’unica alternativa per passare una serata tra coetanei. Infine, consentirebbe di rifiutare la strada dell’omologazione per cercare di cambiare una società in cui l’identità dell’individuo troppe volte è trascurata a discapito del mondialismo che ci vorrebbe tutti perfettamente uguali in qualunque parte del mondo.”
“Il comitato dovrà avere tra i suoi membri professionisti del mondo giovanile come psicologi, professori, rappresentanti delle principali attività dedicate ai giovani e politici” spiega il portavoce di Gioventù Italiana Savona, “ma non dovrà assolutamente mancare chi è al centro di questa iniziativa: i giovani. Tutto questo significherebbe non solo cercare di trovare delle soluzioni al disagio giovanile approcciando il problema in maniera propositiva e non limitandosi a lanciare un grido di allarme ma anche cercare di creare quella condizione che sta alla base della partecipazione attiva dei giovani nella comunità: una politica più inclusiva nei confronti dei giovani.”
“L’istituzione di un comitato per le politiche giovanili” conclude, “sarà il primo passo verso un cambio di visione della vita da parte del giovane che non si sentirà più solo spettatore ma anche attore della propria esistenza.”