Savona. Domani, venerdì 11 luglio, alle ore 18,00, presso lo spazio Cineforum della Festademocratica al prolungamento a mare di Savona, si terrà il dibattito “Le regole e gli iscritti del nuovo partito – Incontro con i circoli del PD della provincia di Savona”.
Interverrà Andrea Orlando, deputato PD e responsabile nazionale dell’organizzazione. Durante l’incontro si parlerà del PD e delle sue regole, di tesseramento (che dovrebbe partire a settembre), di regolamento finanziario e dello statuto regionale del partito. Al dibattito sono stati invitati i coordinatori, i tesorieri e tutti i membri dei coordinamenti dei 30 circoli provinciali.
Da domani, inoltre, alla Festademocratica si potrà trovare un gazebo per firmare la petizione “Salva l’Italia”. S’intitola così, infatti, la petizione promossa dal Partito Democratico che si concluderà il 25 ottobre, in occasione della manifestazione nazionale indetta dal partito.
La petizione ha al centro due importanti questioni: la difesa delle regole democratiche contro le forzature e le leggi sbagliate del governo; la lotta per far ripartire l’Italia, cominciando da stipendi e pensioni. La maggioranza, che ha puntato in campagna elettorale sul tema della sicurezza, oggi taglia drasticamente fondi e uomini e gioca tutto su provvedimenti demagogici e sbagliati, come la raccolta delle impronte dei bambini rom o il reato di immigrazione clandestina. Leggi ad personam e un sostanziale “azzeramento” del dibattito parlamentare su una manovra economica improvvisata: questa la miscela avvelenata proposta dal governo e che la petizione vuole battere e fermare.
Così sul versante dell’emergenza sociale la petizione sottolinea l’incapacità del governo di affrontare i problemi della crisi economica, dell’impoverimento e del reddito di chi vive di salari e pensioni e non arriva più alla fine del mese. Una situazione che il governo ignora, mentre le promesse elettorali vengono clamorosamente smentite. Le tasse, che si diceva di voler abbassare al 40 per cento, cresceranno e resteranno per tutta la legislatura al 42,9%.
Mentre per i redditi bassi si inventa la “carta” per fare la spesa, finanziata soltanto per il 2008 e con 200 milioni, ovvero due euro al mese per ciascun anziano con pensione inferiore ai mille euro al mese. E non basta: il governo reintroduce i ticket sulla sanità e taglia gli investimenti per le opere pubbliche e le spese per garantire servizi essenziali alla crescita, come la scuola, dove si perderanno 150 mila posti di lavoro, con classi più affollate e studenti meno seguiti.