
[thumb:4440:l]Cengio. Inquinante nel percolato Acna quasi dimezzato rispetto al 2003. Lo rende noto il presidente della Provincia. “La concentrazione di inquinanti nell’acqua prelevata dal sito Acna e restituita depurata al Bormida è calata del 40% rispetto a cinque anni fa” spiega Marco Bertolotto che, citando il recente studio dell’istituto di ricerca Icram, aggiunge come lo stato di salute del fiume, in base ai valori I.B.E. (indice biotico esteso) e ai parametri della normativa 200/60 dell’Unione Europea, può classificarsi “buono”.
Come ricorda Bertolotto, il risultato “è frutto di una delle più importanti ed imponenti bonifiche di ex siti industriali d’Italia che ha visto al lavoro in collaborazione con Sindyal (società del gruppo Eni) circa 250 tra addetti diretti ed indotto, per 6-7 anni. Dopo la chiusura della stabilimento nel gennaio1999, si rimargina una ferita ambientale che ha pagato un altissimo prezzo sociale e si restituiscono circa 65 ettari da utilizzarsi per attività produttive eco-compatibili”.
A pochi mesi dalla prevista conclusione dello stato d’emergenza, la Provincia di Savona sta gradualmente rilasciando per lotti, la certificazione di avvenuta bonifica e messa in sicurezza, aprendo le porte ad un corretto utilizzo dell’area, secondo uno studio curato da Filse, sotto il costante monitoraggio del “Centro di competenza idrogeologico” che Commissario e Provincia di Savona, hanno voluto a garanzia del proprio operato.
Le complesse opere di bonifica e messa in sicurezza sotto la regia della Gestione Commissariale in convenzione con la Provincia di Savona, si riassumono in circa un milione di metri cubi di materiale inquinato asportato, nella realizzazione di 13.000 metri quadri di diaframma impermeabile che isola il sito dal fiume, nell’infissione di 2,5 chilometri di pali di grande diametro e di 6,5 chilometri di colonne profonde in calcestruzzo.
Per quanto riguarda l’impianto di trattamento delle acque di ingressione e della falda, questo ha depurato mediamente 600 milioni di litri all’anno di percolato estratto dai vari pozzi, posizionati in prossimità delle barriere plastiche, restituendo al fiume Bormida, liquido privo del suo carico inquinante, che, grazie alle opere di bonifica, si ridurrà tendenzialmente a zero. Come annunciato dal presidente della Provincia, già oggi si registra una notevole diminuzione del liquido trattato e soprattutto una minor concentrazione del carico organico rispetto al 2003.