Di fronte a fallimenti di strategia di risultati: chiunque, dotato di un briciolo di coscienza etica, darebbe le dimissioni dall’incarico occupato,conferitogli per via elettiva o in qualunque altro modo.
I “geni, i maghi, delle segreterie provinciali dei sindacati dei chimici, (Congiu, Cepollini e lo stesso segretario della Camera del Lavoro Rossello,- lasciamo fuori il buon Berruti catapultato dai trasporti ai chimici a misfatto Ferrania ormai acclarato)al contrario, mantengono il loro posto.
E i lavoratori pagano!
Le questioni che più ci stupiscono nel comportamento dei sindacati confederali in merito alla gestione della vertenza Ferrania sono parecchie:
– innanzi tutto ci chiediamo se ci volevano quattro anni per capire che la Ferrania Tecnologies dopo l’ultimo “spin off” dell’Imation era un guscio vuoto in un mercato in rapidissima evoluzione
– se era ed è giustificato che questi “geni” che dovrebbero essere i più qualificati rappresentanti dei lavoratori, continuino a non capire che il loro metodo della concertazione, la fiducia nei padroni ha messo i lavoratori nelle peggiori condizioni nella trattativa nel caso Ferrania – se non erano conniventi. prima con Genta e soci, poi con i Gambardella, Gavio, Malacalza e Messina, perché non hanno denunciato il mancato rispetto degli i accordi e li hanno accettati e sottoscritti pur sapendo che erano soltanto fumo?
Oggi al doloroso epilogo di questa scandalosa vicenda a stabilimento pressoché chiuso, con i lavoratori in cassa integrazione qualcuno si meraviglia di questa decisione annunciata e palese fin dal principio.
Vogliamo ricordare a tutti coloro ai quali interessa la sorte dell’azienda, ma soprattutto quella dei dipendenti Ferrania, considerati da tutti come dei numeri e non come delle persone con la dignità e il ruolo principe in qualunque azienda “normale,” che le speranze non hanno mai avuto base concreta e il coltivarle, ha generato quella perdita che oggi è ormai perennemente sancita.
Ora è tardi per recriminare sul “latte versato” ma sarebbe opportuno fare tesoro di questa vicenda per contrastare ogni nuova iniziativa del padronato.
Siamo convinti però che questo non avverrà, e purtroppo ci sono avvisaglie in provincia di Savona
per le quali il timore della riproduzione del fenomeno Ferrania è reale, e anzi già oggi è dimostrato che in aziende fino a ieri considerate solide e tranquille stanno avvenendo fatti pericolosi per l’occupazione e la solidità del tessuto industriale della provincia.
Citiamo alcuni fatti come l’agitazione alla Schneider Magrini, la ventilata cassa integrazione alla AP Loocked, la cassa integrazione alla Testa di Alberga,la esternalizzazione della manutenzione alla Fac di Albisola con il licenziamento dei quattro lavoratori addetti.: sono avvenimenti che non ci fanno stare tranquilli per la sorte dei dipendenti di queste aziende la maggior parte delle quali è in mano, come anche la OMV Vetrotex a multinazionali straniere.
Ora e sempre è dimostrato che la battaglia per la conservazione del posto di lavoro, deve partire dalla volontà dei lavoratori che non debbono delegare a chicchessia il loro ruolo di reale controparte avversa alle richieste del padrone.
Per quattro anni abbiamo anticipato la fine di una vecchia e gloriosa azienda della valbormida non siamo disponibili a vedere altre battaglie perse per la incapacità dei rappresentanti dei lavoratori.
Abbiamo già detto su questo argomento che anche le Istituzioni debbono mettere in campo tutti gli strumenti in loro possesso per contrastare ogni possbile e probabile tentativo delle aziende di delocalizzare, esternalizzare, usare personale precario, inquinare, e non adottare ogni possibile strumento di tutela nei confronti delle loeo maestranze.
Giorgio Magni
Partito Comunista dei Lavoratori
Sezione di Savona Bruno Luppi