
Finale Ligure. Una manifestazione particolare, una grande gara tra sbandieratori, che amplierà ancor più il ricco panorama del Palio. La formula adottata per l’assegnazione del Trofeo consiste nel mettere a confronto quattro gruppi, scelti tra i migliori in Italia, con il compito di entusiasmare una giuria popolare della spettacolarità della prova eseguita. I campioni in carica, gli Sbandieratori San Lazzaro di Asti, rimetteranno in gioco l’ambito Vessillo del Marchesato, affrontando altri tre agguerriti gruppi: Sbandieranti dei Sestieri e Tamburine del Libero Comune Marinaro Città Di Ventimiglia; Associazione Sbandieratori e Musici Città di Grugliasco; Gruppo Sbandieratori e Musici di Fivizzano.
Venerdì 11 e sabato 12 luglio, dopo la Benedizione del Palio delle Compagne, svoltasi sabato 21 giugno, il Palio, ormai entrato a far parte delle tradizioni Finalesi, prende il via e il campo dello Stadio Comunale Felice Borel di Finale Ligure diverrà un’avvincente accampamento medievale, il teatro della Guerra del Finale, il Campo per la disputa del Palio degli Arcieri e per la disputa del Vessillo del Marchesato; la maestosa scenografia ospiterà tutti gli spettacoli. Oltre alla presenza di centinaia tra figuranti, sbandieratori e attori del Centro Storico del Finale. Anche quest’anno, il Centro Storico del Finale ha la preziosa collaborazione di altre tre associazioni finalesi: la Compagnia di San Pietro di Finalmarina, i Garosci di Finalpia e Varigotti Insieme di Varigotti.
La grandiosa scenografia contribuisce ad accrescere il livello qualitativo della manifestazione. Nel pomeriggio i quattro gruppi si esibiranno nei rioni Finalesi e alle 20,30, animando un colorato e festoso corteo di bandiere per le vie cittadine, giungeranno nel Campo, per dare inizio alla gara prevista per le ore 21,30. La rievocazione vuole ricordare le feste indette nel lontano 1452, nel giorno di Santa Caterina, dal Marchese Giovanni per celebrare la ricostruzione delle case e delle mura del Borgo. Siamo alla metà del XV secolo.
Il Marchesato era una spina piantata nel cuore della Repubblica Genovese, ne divideva il territorio, interrompendone le comunicazioni terrestri ed insidiandone il monopolio commerciale sulla costa ligure. La Repubblica, mediante le convenzioni del 1292, del 1340 e del 1385, aveva cercato di costringere i Del Carretto a riconoscere il dominio della Superba (così era nominata la Repubblica di Genova) su Finale, ma i Marchesi, forti della investiture avute nel passato, si riconoscevano indipendenti e sudditi esclusivamente dell’Impero.
Nel 1447 era Signore del Finale il Marchese Galeotto Del Carretto, che già nel 1421 e nel 1436 aveva combattuto contro la Repubblica, mentre Genova nelle mani della Famiglia Fregoso. Il 4 dicembre 1447 i genovesi dichiarano di nuovo guerra a Galeotto adducendo come motivo l’ospitalità concessa dal Marchese alla famiglia degli Adorno (precedentemente Dogi di Genova), all’epoca caduti in disgrazia e esiliati. La guerra dopo due anni volse a favore dei genovesi, che presero Castel Govone col tradimento (8 febbraio 1449) e successivamente, il Borgo, mentre Galeotto cercava aiuti in Francia, dove trovava la morte al servizio di Re Carlo VII. Il di lui fratello, Giovanni, ottimo condottiero, riuscì in un solo giorno (20 dicembre 1450) a riconquistare il Finale ai genovesi e, da freddo calcolatore ed abile diplomatico quale era, riuscì (Genova era economicamente in difficoltà per il costo dell’esercito) a concludere la pace il 7 agosto 1451, ratificata a Finale il 12 agosto dello stesso anno.
La volontà del Marchese e del popolo completavano intanto, in brevissimo tempo, la ricostruzione del Borgo raso al suolo dai genovesi. Nel 1448 il Marchese Giovanni decise di muovere guerra contro Genova (approfittando delle crisi interne della Repubblica) per riconquistare le terre del marchesato ancora in mano genovese. Riconquistando in breve tutta la riviera di ponente, fino alla valle di Stellanello e Pieve di Teco, esclusa la fascia litoranea, fece sì che questa guerra si concludesse con notevoli vantaggi per il marchesato.
Complessivamente dal 1447 al 1459 si combatterono ben tre guerre tra la Repubblica ed il Marchesato e, mentre Genova cadeva sotto la dominazione straniera, il Marchesato ne usciva più potente di prima, garantendosi un secolo di benessere e prosperità. Il Marchese Giovanni I Del Carretto morì all’inizio del 1471, lasciando la giovane moglie Biscontina Adorno reggente per i suoi figli, tutti ancora minorenni.
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