
[thumb:8067:l]Vado Ligure. Assemblea pubblica ieri sera a Vado Ligure, presso la bocciofila comunale, sul progetto Maersk. A fare il punto sulle prospettive della piattaforma portuale lo stato maggiore del Partito Democratico, con il presidente regionale Claudio Burlando, l’assessore regionale all’urbanistica Carlo Ruggeri, il capogruppo Pd in Regione Michele Boffa e i parlamentari liguri Roberta Pinotti, Massimo Zunino e Mario Tullo. Insieme al sindaco Carlo Giacobbe era presente il segretario provinciale del partito Giovanni Lunardon.
L’incontro si è svolto senza contestazioni, con la partecipata attenzione di circa 130 persone. Il primo cittadino Giacobbe ha spiegato: “Il nostro obiettivo è quello di coinvolgere gli amministratori regionali e nazionali perché diano ai vadesi le giuste risposte in termini di ambiente, infrastrutture e riqualificazione urbana. Al momento della campagna elettorale per le elezioni politiche avevo invitato i candidati del Pd a discutere intorno al progetto Maersk. Ora, ad elezioni avvenute, chiediamo che si tenga fede alle promesse elttorali”.
“Siamo in una fase nuova – ha proseguito il sindaco – e, se da una parte intendiamo perseverare sulla linea della comunicazione con i cittadini, dall’altra parte attendiamo nuovi spunti sul progetto e sugli sbocchi occupazionali. Abbiamo avuto indicazioni sulle garanzie ambientali. Le stiamo vagliando e stiamo ragionando su quali strumenti abbiamo in mano per avere la certezza che le rassicurazioni si concretizzino in fatti reali”.
“Le preoccupazioni e le paure sono state esasperate – ha concluso Giacobbe – Proseguiamo nell’opera di informazione per fare capire ai vadesi che difendere salute e ambiente è possibile. Certamente l’opera ha un impatto invasivo sul territorio. E di questo bisogna tenerne conto realizzando il migliore progetto possibile”.
La posizione della sezione locale del Pd, del quale appunto fa parte anche il sindaco, è illustrata dal coordinatore Roberto Costagli: “I membri del Circolo Pd di Vado, coerenti con gli orientamenti più generali dei coordinamenti provinciale e regionale, intendono, sulla questione della piattaforma marittima che ha caratterizzato la dialettica politica di questi mesi, mettersi a disposizione della gente per fare chiarezza su ciò che riguarda il progetto, evitando mere speculazioni e fraintendimenti, sostenendo con dignità e argomentazioni la legittimità dell’operazione sul leitmotiv dello ‘sviluppo compatibile con l’ambiente'”.
La consultazione referendaria di gennaio “ha rivelato indubbiamente una ostilità e una forte preoccupazione in diverse persone”, tuttavia, sostiene il coordinatore del circolo vadese, l’amministrazione comunale si sta impegnando per “ottenere altri ulteriori miglioramenti e garanzie” sulla sostenibilità complessiva del progetto Maersk.
[image:8065:r:s=1]Così il presidente della Regione Liguria, Claudio Burlando: “Noi siamo convinti che questo progetto sia una buona operazione dal punto di vista occupazionale, economico e portuale. Ci rendiamo conto anche dei problemi che possono nascere a carico della popolazione. In particolare ritengo che sia giusto realizzare una darsena per la nautica sociale. Da parte nostra abbiamo lavorato sui fondi europei perché venga inserita la conurbazione Savona-Vado in modo che qui sia portato a compimento un progetto di 12 milioni di euro; al bando che scade il 15 ottobre, mi pare di capire, il Comune di Vado intende partecipare per sistemare il suo waterfront”.
“E’ poi necessaria l’operazione casello, che tocca ad Autofiori e Autorità Portuale, ma che noi sosteniamo con forza – ha aggiunto Burlando – Uno svincolo dedicato alla piattaforma con un collegamento diretto fra porto e autostrada, un po’ come avviene a Voltri, per citare un’esperienza che abbiamo potuto maturare a Genova. In modo che, fra ferrovia e collegamento diretto, l’impatto dei movimenti di container da e per la piattaforma non incida significativamente sull’abitato. Teniamo presente che si è inaugurata qualche mese fa l’Aurelia Bis di Vado. Quindi mi pare che si componga un quadro dove sviluppo e rispetto del territorio vanno di pari passo”.
“Aggiungerei un altro elemento importante – ha detto il presidente regionale – L’operazione carbone sta andando avanti. L’intervento sulle funivie sta procedendo molto bene e nei prossimi mesi si conclude. In Valbormida stiamo definendo i tempi di copertura dei parchi di Bragno. All’interno di questo quadro, a breve, andremo a stabilire il trasferimento sulla Darsena Alti Fondali di quella attività non rivolta alla centrale che grava su Vado in condizioni molto pesanti e che invece può andare su Savona in condizioni di assoluta tutela ambientale”.
[image:8066:r:s=1]Non è un giudizio positivo quello formulato da Maria Teresa Abrate, ex assessore comunale ora all’opposizione proprio per divergenze sul progetto Maersk: “Sono mesi che chiediamo al sindaco di indire una riunione pubblica, dove però tutti i cittadini vadesi, favorevoli e contrari, possano fare domande in un confronto botta e risposta. Perché ci sono ancora troppi dubbi da chiarire di fronte ad un’opera così imponente che presenta, fra l’altro, progetti collegati dei quali non tutti sono a conoscenza. Al punto in cui siamo le opere di contorno sono solo delle ‘buone uscite'”.
“Inizialmente, in base alla delibera del consiglio comunale del 2002 – ha proseguito l’esponente del fronte del no – la piattaforma doveva avere certe misure e un certo metodo di costruzione su pali. Ma nel febbraio del 2007, il sindaco in Autorità Portuale ha unilateralmente cambiato il progetto. Ne è uscita una piattaforma pesantemente modificata, a favore di una costruzione più economica, che è di fatto un blocco di cemento: dei 700 metri di lunghezza, infatti, 400 sono cementificati. La compagine amministrativa è arrivata a votare un accordo di programma a scatola chiusa, con finanziamenti tutti ancora da accertare”. Franca Guelfi, del gruppo consiliare Vivere Vado, ha chiesto di ampliare le possibilità di discussione: “Siamo stati sempre disponibili al dialogo, ma non vogliamo fare le belle statuine. E’ la modalità di conduzione di tutte le assemblee che deve cambiare. I cittadini che ci seguono voglio l’apertura di un vero confronto”.
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