
Liguria. “Lo scontro alle Regionali tra Raffaella Paita e Giovanni Toti è anche tra chi cerca di aggregare partiti e chi esponenti della società civile”. Lo ha detto il presidente della Regione Claudio Burlando, sostenitore di Raffaella Paita. “Paita ha privilegiato un rapporto con con i cittadini e meno quello con i piccoli partiti, la prospettiva è giusta non so se sarà immediatamente compresa”, ha detto il governatore. “Nel centro destra, ci sono tante sigle di partiti mentre, nel centro sinistra, c’è una sola sigla di partito, il Pd, sostenuto da due liste civiche”, Liguria Cambia e Liguri per Paita presidente (accoglie anche esponenti di Idv e Centro Democratico). Il centro destra con Toti avrà la lista di Forza Italia con dentro esponenti dei Riformisti, Liberali e Nuovo Psi, oltre alle liste di FdI, Lega Nord e Area popolare Liguria.
Per spiegare “la prospettiva diversa dei due schieramenti”, Burlando ha fatto l’esempio del Listino del presidente, una sorta di premio di maggioranza che contiene sei nomi che entreranno in Consiglio nominati dal presidente: “E’ stato un errore gravissimo non abolirlo: doveva essere una vetrina di personalità ed è diventato strumento di acquisizione di consensi. Ha fatto bene Paita a non condizionarlo ai partiti e ad inserirci personalità della società civile, puntando su candidature non di partito comequelle di Enrico Costa (presidente Ceis) o Ilaria Mussini (Ascom). La cosa divertente è che erano state contattate altre personalità che hanno rifiutato il Listino, perché’ la politica non attira più, mentre esponenti di partiti hanno fatto la corsa per cercare un posto sicuro”.