
Cosseria. Due frazioni potrebbero presto rimanere senza acqua corrente, a causa di un’opera abusiva costruita proprio davanti all’accesso della vasca dell’acquedotto. A raccontare l’incredibile vicenda è il sindaco di Cosseria, Roberto Molinaro, che lancia un accorato appello affinché il problema venga risolto al più presto.
Tutto ha avuto inizio un anno fa, quando qualcuno ha costruito abusivamente “un’opera in marmo e cemento che ha la forma di un tavolo rotondo – racconta il sindaco – è posta sulla strada sterrata di proprietà della Provincia ed ostruisce l’accesso ad una delle vasche
dell’acquedotto di Cosseria. Il risultato è che da mesi l’operaio addetto al controllo giornaliero del livello delle vasche, oppure gli assessori che sostituiscono l’operaio in sua assenza, sono costretti ad arrampicarsi come capre su per un ripido pendio di marna”.
E così, dopo il caso delle caprette tibetane, a Cosseria ora ci sono le “capre dell’acquedotto”. “Non posso più tollerare che si debba intervenire in queste condizioni – tuona Molinaro – Se non verrà rimosso il manufatto abusivo non permetterò più al personale del comune o ad altri di accedere alla vasca rischiando la loro incolumità. E se due frazioni resteranno senz’acqua spero che si interverrà celermente“.
“É inaudito – insiste il sindaco – che a distanza di un anno, e nonostante i miei ripetuti solleciti per farlo rimuovere, questo manufatto costruito senza un senso razionale sia ancora presente ad impedire il libero accesso non solo agli operatori dell’acquedotto, ma anche ai Vigili del Fuoco nel caso scoppiasse un incendio (poiché la vasca si trova su una porzione di prato delimitato dal bosco). L’acqua è un bene di prima necessità e non si può aspettare oltre“.
“Grazie infinite da parte mia e di quei cosseriesi che rischiano di rimanere con i rubinetti asciutti – conclude Molinaro – Ringrazio la Consigliere Provinciale Fulvia Berretta per il suo sostegno e le Forze dell’Ordine che sono intervenuti a rilevare l’abuso, a mio avviso costruito con una logica delirante”.