
Vado Ligure. Il Comune di Vado Ligure ha fatto istanza di “revoca” contro la sentenza con cui il Consiglio di Stato, dichiarando l’improcedibilità del ricorso sui dragaggi in rada preliminari alla realizzazione della piattaforma Maersk, aveva comunque condannato l’Amministrazione comunale al pagamento delle spese processuali, per un importo di 30 mila euro.
La giunta presieduta dal sindaco Monica Giuliano ha dato incarico ad un legale di tutelare gli interessi dell’Ente in quanto tutte le parti coinvolte nel giudizio davanti al Consiglio di Stato avevano accettato che le spese fossero “compensate”, cioè ripartite, firmando l’apposita accettazione.
La vicenda nasce dall’autorizzazione ad avviare i dragaggi rilasciata nel 2011 dalla Regione Liguria, contro il parere dell’allora amministrazione comunale guidata dal sindaco Attilio Caviglia, che aveva chiesto di subordinare quel via libera ad un’operazione di bonifica dei fondali. Il Comune di Vado Ligure impugnò l’autorizzazione davanti al Tar Liguria che però nel giugno 2012 respinse il ricorso. Contro questo pronunciamento la giunta Caviglia presentò appello al Consiglio di Stato.
Nel maggio del 2014 i giudici romani disposero, con spese (anticipate) a carico del Comune, la nomina di un collegio di 5 verificatori, indicati dal Dipartimento di Ingegneria Civile, Chimica e Ambientale dell’Università di Genova, per lo studio del problema. A quel punto le elezioni amministrative portarono alla costituzione di una nuova maggioranza nel Comune di Vado, con la decisione – quasi immediata – di rinunciare al ricorso, anche perché le operazioni di dragaggio nel campo prove allestito in rada si erano concluse nell’ottobre del 2013.
Nel 2015, conseguentemente alla rinuncia, il Consiglio di Stato ha dichiarato improcedibile l’appello presentato avverso la sentenza del Tar Liguria “per sopravvenuta carenza di interesse dell’appellante”, condannando tuttavia il Comune di Vado Ligure, che aveva promosso l’azione, al pagamento delle spese processuali. Ora, prima che la sentenza passi in giudicato, l’Amministrazione ha impugnato la sentenza, per limitare il danno economico.