Savona. “Savona, l’Atene della Liguria, il porto di servizio del Mediterraneo”. Si sono presentati così, ieri sera, sul palco del Priamar, Enrique Balbontin e Andrea Ceccon, voci narranti del “Sogno di una notte di mezza estate” da Shakespeare, con le musiche di scena di Mendelssohn. Un concerto-spettacolo offerto dall’Opera Giocosa nella sua stagione estiva, in mezzo alle due opere verdiane, “Aida” e “Nabucco”. Idea certamente originale quella di affidare la narrazione del testo a due comici un po’ speciali come Ceccon e Balbontin che non hanno tradito le attese offrendo una lettura perfettamente in linea con il loro stile.
Sono entrati sul palcoscenico dopo l’esecuzione dell’ouverture da parte dell’Orchestra Sinfonica di Sanremo diretta da Maurizio Zanini e hanno ripercorso la tortuosa vicenda shakespeariana usando il loro linguaggio giovanile, con paragoni e riferimenti spesso alquanto coloriti, ricorrendo a voci diverse per dar corpo ai diversi personaggi con una tecnica decisamente televisiva.
Una performance leggera da spettacolo estivo, ampiamente prevedibile che tuttavia non ha accontentato tutti: se infatti al termine la gran parte del pubblico ha applaudito (e, va detto, la platea era affollatissima), sin sono notate anche diverse facce perplesse in platea. Certo, al di là del gradimento e della considerazione per la simpatia dei protagonisti, la prova della coppia di comici strideva alquanto con la eleganza della partitura. Mendelssohn ha lasciato un autentico capolavoro per raffinatezza, ricchezza coloristica. Un’opera pregevole che Zanini ha condotto in porto con buon gusto e belle soluzioni espressive, ben assecondato dall’Orchestra Sinfonica di Sanremo e dal coro “Mascagni” di Savona, Bene le due voci soliste, i soprani Linda Campanella e Marta Calcaterra.