Savona. Una cordata di imprenditori, fra cui una società ucraina, che fanno capo a Franco Mazzetta, noto professionista savonese, sarebbe pronta per costruire, a Savona o in provincia, un Palaghiaggio. Sarebbe una struttura unica in Liguria, che andrebbe a rilevare un’utenza enorme sia sul piano sportivo sia su quello turistico. Serve un’area di 90 metri per 60, che l’amministrazione comunale deve trovare. A tutto il resto ci penserebbe la cordata.
Con la costruzione del palaghiaccio, si costituirebbe subito una società di hockey su ghiaccio che parteciperebbe ai vari campionati, oltre a potenziare il curlimg, che è di moda anche fra i meno giovani. La Federazione Italiana Sport Ghiaccio, che comprende il curling, il pattinaggio artistico e l’hockey su ghiaccio, avrebbe già dato il benestare, tanto da nominare, nel prossimo mese di settembre, il delegato regionale che prenderebbe i contatti “politici” al Coni, in Regione Liguria e nella varie amministrazioni comunali.
Afferma Franco Mazzetta: “Alcuni anni fa, ricordo che assessore allo sport era Roberto Decia, si parlava dell’ipotesi di costruire una struttura fissa per il pattinaggio nella nostra città. E il successo della pista all’aperto, montata d’inverno in piazza Sisto IV, ne ha testimoniato l’interesse degli sportivi. In occasione del simposio tenutosi nella Sala Rossa, e ben organizzato dai Veterani dello Sport, si è parlato di impiantistica. Il sottoscritto ha portato avanti quella sul palaghiaccio”.
Continua ancora Mazzetta:”Più volte si era detto di realizzare una piccola pista al posto delle attuali funivie. Il progetto dello studio di architettura 5-1 commissionato dal presidente dell’Autorità portuale, Rino Canavese, proposto all’attuale assessore allo sport Luca Martino. Ma non si è più fatto nulla. Poi c’era un progetto, formulato da Federico Mazzetta, giovane allievo ingegnere, autore di tesi di laurea sull’argomento, suffragata dalla richiesta al Coni, per impianto fisso omologato per le discipline olimpiche e capace di ospitare 2000 spettatori, ubicato nell’area di Legino, ma anche qui tutto è svanito nel nulla”.
Ad oggi non è ancora chiaro se la scelta cadrà sulla città di Savona. Ancora Mazzetta: “Certamente dipenderà dalla risposta degli amministratori locali. In ogni caso ci sono altre località che assieme agli imprendori abbiamo individuato. Ad Altare, nelle ex aree della Savam e a Quiliano. Siamo in attesa di avere il via. I fondi ci sono, ci vuole, secondo noi, un po’ di buona volontà”.
Roberto Pizzorno