• Home
  • Cronaca
  • Comuni
  • Sport
  • Eventi
  • Meteo
  • Necrologie
  • Redazione
  • Pubblicità
  • Cerca
Il Giunco, il quotidiano online della maremma  Notizie in tempo reale, news a Savona, IVG: cronaca, politica, economia, sport, cultura, spettacolo, eventi ...
temi del giorno:
Elezioni Savona
Green pass
VACCINO COVID
PODCAST
  • News24
  • Sport
  • Meteo
  • Eventi
  • invia notizia
  • segnala evento
  • bloggers
  • facebook
  • twitter
  • instagram
  • contatti
  • Home
  • News 24
  • Cronaca
  • Comuni
  • Sport
  • Eventi
  • Meteo
  • Necrologie
  • Redazione
  • Pubblicità
Cerca nel sito
Calcio

Lo speciale Settore Giovanile del ct Vaniglia: quelli che volevano essere come Totti

0
Lo speciale Settore Giovanile del ct Vaniglia: quelli che volevano essere come Totti
Foto di repertorio
  • copiato!

Savona. Avrebbero voluto imitare le gesta del “pupone” ma la loro gloria come spesso accade è durata solo un attimo.

Che portiere era Andrea Giulii Capponi. Il numero uno della nazionale under 17, la speranza della Roma di Mazzone, di corsa nei boschi nel ritiro di Lavarone spalla a spalla con il Principe Giannini. Che numero 10 quel Daniele Rossi, a sedici anni miglior giocatore del torneo di Parigi, gol suo in finale, 1-0 al Benfica, nello stadio in cui avevano girato “Fuga per la vittoria”. E che portiere pure Marco Caterini, titolare della Under 15 che arriva in finale agli Europei, lui in campo e in panchina a fargli da riserva un tipo alto, di nome Buffon.

La leva calcistica del ’77. Non quelli che hanno appeso le scarpe a qualche tipo di muro. Peggio. Quelli che da ragazzini hanno persino vinto, sono giunti a un centimetro dal sogno, ma non stanno nelle canzoni di De Gregori e non ridono dentro a un bar. «Non ne parlo volentieri», dice Andrea, romano, zona Portuense: lavora in un supermercato al Vaticano. Marco, cresciuto a Ponte Lanciani, fa il geometra e mormora che «certe sere ci penso ancora». Daniele, di Trastevere, serve ai tavoli di una pizzeria a Testaccio: «Non so se invidio chi è arrivato in A. Se dico che volevo esserci io è invidia?».

Stessa generazione di Totti. Daniele, Marco e Andrea sono l’altra faccia della sua immortalità. I primi due sono campioni d’Italia Allievi con lui, il Capitano, gol di Daniele in finale contro il Milan. Poi vengono i sogni, e un attimo dopo il capolinea dei sogni, ora raccontati dal regista Paolo Geremei nel documentario “Zero a zero”.

«Andrea», spiega, «viveva nel mio quartiere, per noi era una leggenda. Un giorno lo vedo in strada che fuma, lui con questi capelli lunghi, bello, e mi chiedo: ma che fine ha fatto Andrea Giulii Capponi?». Il film racconta il cinismo con cui il calcio nutre le speranze dei ragazzi, gli abbagli, gli errori, il peso del caso. «Non basta essere bravi a giocare a calcio per diventare un giocatore di calcio», dice Caterini. Smise di essere una promessa da un giorno all’altro, la Roma gli offrì di andare al Guidonia per 300mila lire al mese. Che a quindici anni fosse più bravo di Buffon già non se lo ricordava più nessuno.

«Io volevo sentirmi un calciatore». Lui che non conservava né coppe né maglie, pensando che altrimenti avrebbe riempito casa. «Invece non ne ho neanche una per il calciotto o per regalarla a mio figlio». Si sentì di nuovo calciatore anni dopo, quando il suo Fiumicino ritrovò la Roma in amichevole, fece i miracoli, compreso un rigore parato a Paulo Sergio.

Pure Andrea si domanda cosa sia successo. In quel ritiro a Lavarone, una sera lo vedono chiacchierare con una ragazza in una stradina laterale. Franco Tancredi lo rimprovera, Mazzone lo restituisce alla Primavera. Fine, mai più una seconda chance: sei un nazionale, sei stato con la prima squadra al Bernabeu,e allora? Non importava più. Giulii Capponi scese fra i dilettanti con una domanda: «Ma il campo è in erba o in terra?». Era di polvere.

Daniele perlomeno sa che tutto è finito a Norcia, il giorno in cui contro il Palermo infila il piede in una buca e gli salta il ginocchio. Sbagliano a mettergli una vite, dal ginocchio il dolore sale nella testa. «Ricordo la disperazione di chi mi stava vicino. I miei pensieri fissi: mi ammazzo. Non accettavo l’idea di dovermi curare». Ha un pallone con il numero 10 tatuato sul braccio, nella stanza le foto di Maradona e il disegno delle articolazioni di un ginocchio. Complesso, come il cervello. Daniele si è liberato dei fantasmi, ora ne ride. «Vivevo al primo piano, pensavo: non posso neppure buttarmi giù».

Gioca a calcetto con gli amici, Caterini in porta, ancora insieme. Tutti e tre insegnano ai bambini come si sta in campo. Sfiorare la vita che volevi non è un destino che si accetta, al massimo ci si rassegna. Come nel film raccontano sconsolati i genitori.

Daniele: «Non ho fatto quello che ero nato per fare, c’è dentro di me una malinconia e ci sarà sempre». Per Marco non è tristezza, «è rabbia, ma rifarei tutto uguale»; Andrea parla di «feritina aperta». Quando i ragazzi di una scuola calcio hanno visto il film citato, se ne sono andati commentando: «A me non succederà mai». Candidandosi alla prossima grande delusione?. Lo scopriremo solo vivendo.

Christian Galfrè
4 Aprile 2015 alle 22:27
  • Calcio
  • Sport
  • Calcio
  • calcio giovanile
  • speciale Settore Giovanile
  • Felicino Vaniglia

Continua a leggere

Rappresentative Nazionali LND: è iniziata la programmazione delle attività
Sport
(08:19) Rappresentative Nazionali LND: è iniziata la programmazione delle attività
1 min di Christian Galfrè - 5 anni fa
Serie D: il Vado espugna Saluzzo (1-2)
0 copertina
(13:18) Serie D: il Vado espugna Saluzzo (1-2)
2 min di Valerio Giongo - 5 anni fa
  • Serie D, Girone A: Aperi e Lo Bosco fanno sognare il Vado, buon punto per l’Imperia ad Asti
Serie D: Aperi-tivo, il Vado brinda nel turno infrasettimanale
Calcio
(13:08) Serie D: Aperi-tivo, il Vado brinda nel turno infrasettimanale fotogallery
3 min di Valerio Giongo - 5 anni fa
  • Vado, vittoria e umore alle stelle per De Bode: “Capra come un fratello per me, siamo un grande gruppo”
L’Italia si conferma al quinto posto del Ranking FIFA, l’Inghilterra scavalca la Francia è terza
Sport
(17:11) L’Italia si conferma al quinto posto del Ranking FIFA, l’Inghilterra scavalca la Francia è terza
1 min di Christian Galfrè - 5 anni fa
“Grazie di tutto mio adorato pallone”: il bomber Giovanni Mela dà l’addio al calcio giocato
Sport
(09:56) “Grazie di tutto mio adorato pallone”: il bomber Giovanni Mela dà l’addio al calcio giocato
2 min di Daniele Strizioli - 5 anni fa
← articolo precedente
articolo successivo →
 Notizie in tempo reale, news a Savona, IVG: cronaca, politica, economia, sport, cultura, spettacolo, eventi ...
  • Home
  • Cronaca
  • Politica
  • Sport
  • Economia
  • Altre news
  • webTV
  • life+
  • Sampdoria
  • Genoa

Il Giunco.net

Copyright © 2005 - 2024 - Testata associata ANSO

Il Giunco srl – Quotidiano on line di informazione locale

via dell'Industria, 1046 Follonica (Gr) - Iscrizione al registro della stampa del Tribunale di Grosseto 06/11 del 15/06/2011

Direttore Responsabile: Daniele Reali

Email: redazione@ilgiunco.net - Tel: 334.5212000 58022 P.IVA e C.F.: 01545070532 - Iscrizione al ROC: 24812

logo Edinet s.r.l.
Privacy Policy Cookie Policy