Nelle case degli italiani vivono circa 40 milioni di pesci, uccelli, criceti, coniglietti, tartarughe, furetti, serpenti, iguana e via dicendo (200.000 circa, in provincia di Savona). Lo dimostra anche il triste fenomeno dell’abbandono, che da tempo coinvolge anche loro. Ma, lamenta la Protezione Animali savonese, molti vivono in condizioni inappropriate e in spazi angusti.
Gli uomini sono gli unici animali che, nel corso dei millenni, hanno sviluppato un adattamento agli ambienti anche esterni e di conseguenza riescono a vivere anche in spazi di dimensioni assai ridotte. Ciononostante anche per loro risulta impossibile condurre una vita normale in luoghi eccessivamente piccoli. Immaginiamo cosa succede agli animali imprigionati in gabbie, acquari e teche.
“Se ami davvero gli animali, non alimentare questo business. Se però hai già un piccolo amico in queste condizioni, non pensare di ridargli la libertà: faresti il suo male, perché non sarebbe in grado di sopravvivere. Ormai dipende da te”, è l’invito dell’Enpa, che indica come rendere la vita migliore agli animali tenuti in casa.
Innnanzitutto, documentandosi sulla vita in natura dell’animale e attrezzandosi per rendergliela più accettabile, nell’ambito della cattività. Non lesinare denaro per l’acquisto di strutture di detenzione (gabbie o recinti) più ampie e fornite di accessori ad hoc. Inoltre, controllando sempre la pulizia della “casa” del pet e fornendogli il cibo come da consiglio del medico veterinario; ponendo attenzione alla sua compatibilità con altri membri della propria o altrui specie e consultando il medico veterinario in presenza di malessere e comunque per ogni profilassi preventiva.
La Protezione Animali, nel rispetto delle caratteristiche etologiche ed ecologiche degli animali, vuole suggerire ai possessori e proprietari, alcuni consigli che, se rispettati, miglioreranno la convivenza con i propri beniamini e, per alcune tipologie, senz’altro alleggeriranno la pressione negativa causata da una vita rinchiusa in una gabbia.