
Finale Ligure. Tramite il Progetto Liguria Famiglia creato per la realizzazione di nuovi asili nido o servizi integrativi per la prima infanzia con un contributo regionale di 168.000 euro, vengono in parte finanziati il recupero e la realizzazione dell’asilo nido di Gorra.
Nel 1956 muore il dott. Barusso, medico benestante di Gorra, impegnato nel sociale che lascia in eredità dei possedimenti terrieri e una palazzina nel centro di Gorra, frazione di Finale, ad una associazione denominata in seguito “Ente Asilo Barusso”. In particolare il lascito dello stabile era legato obbligatoriamente alla realizzazione di una struttura dedicata all’infanzia. Emiliano Stracci consigliere dell’Ente Asilo: “Per anni non siamo mai riusciti a realizzare il sogno del dott. Barusso, ma finalmente grazie alla volontà della amministrazione comunale che ci ha supportato, grazie ai tecnici che hanno presentato un progetto di recupero molto apprezzato nel Distretto e in Regione, grazie alla collaborazione di tutti i consiglieri dell’Ente Asilo e di don Giovanni Grasso possiamo dire che riusciremo a creare “Cucciolo”, un asilo nido per 24 posti, in una struttura di tre piani dove, per ora, ne occuperemo 2 per 400 mq complessivi in attesa di studiare l’utilizzo del terzo. Ma siamo contenti anche e soprattutto di poter offrire ai bambini 650 mq di verde”.
Il progetto presentato in Regione con la collaborazione del Distretto Sociosanitario Finalese prevede un impiego di ampio respiro. Il dott. Massazza, presidente del Distretto Sociosanitario, dichiara: “Con questo intervento ci avviciniamo ai parametri richiesti dalla Regione Liguria e individuati nel Piano Sociale Integrato dove si evidenziava una sensibile esigenza di servizi per la prima infanzia. Riteniamo che questo progetto possa aiutare il fabbisogno sia di Finale dove abbiamo già un asilo nido convenzionato, ma anche i Comuni dell’entroterra che per situazioni logistiche possono afferire comodamente a Gorra. Se, una volta realizzata, la struttura verrà accreditata non ci saranno problemi affinché i Comuni possano convenzionarsi. Come per la realizzazione dell’asilo rimarremo a disposizione per suggerire l’utilizzo del terzo piano a fini sociali.”
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