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Spacciatore morto dopo l’arresto, assolto carabiniere di Laigueglia

Fermato a Riva Ligure per spaccio di droga, morì all'ospedale Borea di Sanremo

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Spacciatore morto dopo l’arresto, assolto carabiniere di Laigueglia
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Imperia. Il giudice Massimiliano Botti ha assolto perché il fatto non sussiste e non costituisce reato tre carabinieri imputati per la morte di Kaies Bohli, 35 anni, tunisino, morto dopo essere stato arrestato per spaccio di droga il 6 giugno di due anni fa. A finire nei guai per omicidio colposo sono tre carabinieri della stazione di Santo Stefano al mare che parteciparono all’arresto. Si tratta di Fabio Ventura, Gianluca Palumbo e Fabiano Di Sipio in servizio presso la caserma di Laigueglia.

Due militari quelli che hanno avuto la colluttazione con il tunisino sono stati assolti perché il fatto non costituisce reato e il loro collega assolto perché il fatto non sussiste. Tra due settimane il giudice depositerà le motivazioni della sentenza.

La mattina dell’arresto la moglie, Sonia Alberti, era stata chiamata dai carabinieri: aveva appena portato i bambini a scuola per poi raggiungere in pullman la caserma. Li le avevano comunicato la morte del marito avvenuta almeno dodici ore prima. Kaies Bohli, tunisino sposato dieci anni prima e padre dei suoi due figli di 6 e 10 anni. Tre giorni prima di morire con la famiglia sarebbe dovuto partire per la Tunisia con i bambini. Doveva andare a trovare la sua famiglia, era la terza volta in tanti anni, e ci teneva molto.

Secondo l’autopsia disposta dalla procura di Sanremo, il decesso è stato causato da asfissia. Immediata la chiamata al 118. Una volta entrati nel cortile della caserma, il tunisino era stato steso sul pavimento in attesa di un’ambulanza. Sempre senza che riprendesse conoscenza. Una volta caricato sul mezzo della Croce verde, il trentaseienne magrebino era stato portato al pronto soccorso. Dove le sue condizioni erano precipitate.

Nonostante i tentativi dei medici di rianimarlo, Kaies Bohli era morto. Dal controllo nel parcheggio era trascorsa circa un’ora e mezza. Dopo la sentenza emessa dal gup del tribunale di Imperia oggi è probabile che gli avvocati della parte civile presenteranno ricorso in appello.

Giò Barbera
6 Marzo 2015 alle 15:21
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