
[thumb:2597:l]Regione. Con 21 voti favorevoli della maggioranza di centrosinistra (il centrodestra aveva abbandonato polemicamente l’aula) è stata approvata la proposta di legge: “Disciplina di riordino delle Comunità montane, disposizione per lo sviluppo della cooperazione intercomunale e norme a favore dei piccoli Comuni”.
L’intento della legge è quello voluto della Finanziaria 2008 che ha introdotto per le Regioni l’obbligo di riordino delle Comunità montane, attraverso la riduzione del loro numero complessivo, la riduzione del numero dei componenti dei loro organi rappresentativi e la riduzione delle indennità loro spettanti. La legge regionale prevede che in Liguria le Comunità montane passino da 19 a 12 con 3 membri in giunta elevabili fino a 5 elementi per le comunità che esercitano almeno 13 funzioni. In particolare a Genova si passa da 8 Comunità montane a 5, a Savona da 4 a 3, caso analogo ad Imperia, mentre alla Spezia da 3 si passa ad 1.
La legge prevede che siano esclusi dagli ambiti territoriali delle Comunità montane i comuni costieri, quelli con popolazione superiore a ottomila abitanti, con popolazione superiore a duemila abitanti a quota altimetrica media fino a duecento metri sul livello del mare e quelli che non presentano continuità territoriale con ambiti territoriali della Provincia di appartenenza. Per la costituzione di una Comunità montana occorrono almeno cinque Comuni. Le Comunità montane vengono costituite con decreto del presidente della Giunta regionale. La non appartenenza di Comuni alle Comunità montane non priva i territori montani dei benefici e degli interventi speciali per la montagna stabiliti dall’Unione europea e dalle leggi statali e regionali.
Gli organi della Comunità montana sono il Consiglio generale, la Giunta esecutiva ed il presidente. La Giunta è composta da un numero di membri, compreso il presidente ed il vice, pari a tre ed elevabile a cinque per le Comunità montane che esercitano almeno 13 funzioni previste dalla presente legge. E’ il Consiglio generale che elegge il presidente, il vice e la Giunta che dura in carica tre anni. Al presidente della Giunta esecutiva è attribuita un’indennità di funzione mensile pari a mille euro. L’indennità è dimezzata per i lavoratori dipendenti che non abbiano richiesto l’aspettativa.
L’iter di approvazione del disegno di legge è stato contrassegnato dall’acceso dibattito in aula e dalla dura opposizione da parte della minoranza di centrodestra che ha minacciato ostruzionismo ad oltranza con la presentazione di numerosi emendamenti, (poi ritirati al pari di una parte di quelli di maggioranza) a seguito di un’intesa raggiunta in sede di riunione dei capigruppo, tenutasi durante la pausa dei lavori del Consiglio.
In particolare l’opposizione di centrodestra ha criticato la decisione del centrosinistra di accogliere in gran parte le osservazioni del Cal, ed alzare il tetto massimo di popolazione di ciascun Comune che può entrare a far parte delle Comunità montane a ottomila abitanti. Il Cal inoltre ha chiesto ed ottenuto di aumentare a 12, il numero delle Comunità montane, inizialmente fissato a 11 dal disegno di legge della Giunta.
Alla ripresa pomeridiana dei lavori, è stato il capogruppo dell’Ulivo, Michele Boffa a rendere noto che “un’intesa è intervenuta”. E’ toccato all’assessore all’agricoltura, Giancarlo Cassini, illustrare alcuni degli emendamenti concordati cha accolgono, in parte, le richieste del Cal. A tal proposito il capogruppo di Forza Italia, Luigi Morgillo ha rimarcato che “rispetto a dove ci eravamo lasciati c’è stata almeno la buona volontà di superare alcuni scogli mediatici” ha detto, “La legge non ci convince, ma ritireremo gli emendamenti presentati, avendo trovato una sintesi su alcuni punti”. Il capogruppo della Lega Nord, Francesco Bruzzone, ha quindi annunciato l’uscita dall’aula della minoranza di centrodestra (An era già uscita). “A questo punto” ha detto, “la legge è affar vostro”.
Alleanza nazionale aveva già lasciato l’aula dopo l’approvazione dei primi articoli. Ha motivato il capogruppo, Gianni Plinio: “Il centrosinistra diceva a chiacchiere di voler ridurre i costi delle Comunità montane ma nei fatti non è stato così: per dare contentini a qualche burocrate amico si mantengono in vita sacche clientelari capaci soltanto di spesa e di ben poca resa” ha detto, “Così facendo si mortifica e tradisce la gente della montagna.”
Nell’ambito della discussione Moreno Veschi (L’Ulivo), relatore di maggioranza, ha rimarcato: “A quanto mi risulta siamo tra le Regioni che tagliano di più: riduciamo il numero delle Comunità montane, ma anche quello dei componenti del consiglio e della giunta”. Ha difeso la legge anche il presidente della Giunta regionale, Claudio Burlando: “Ventotto dei trentadue consiglieri del Cal hanno votato le modifiche che ci sono state richieste: non possiamo ignorare queste istanze che arrivano dai Comuni e dalla Province liguri” ha detto, “La legge è molto rigorosa e riduce le comunità montane da 19 a 12. E’ un taglio molto più consistente di quello effettuato della Lombardia. Salvaguardiamo tutte le comunità montane che hanno senso».
Durante la discussione Morgillo (Forza Italia) ha chiarito: “Se avessimo fissato il tetto massimo di popolazione per ciascun comune facente parte delle Comunità montane a tremila abitanti, allora sarebbe stata una vera rivoluzione, a vantaggio dei centri agricoli e montani, ma in questo modo facciamo rientrare nelle Comunità dei Comuni che neppure sanno cosa è la montagna.”
Ezio Chiesa (L’Ulivo) ha invece rimarcato la piena condivisione del testo: “La legge non si limita al riordino delle Comunità montane. Ma partendo dalle Comunità, attraverso l’articolato, promuove e incentiva l’associazione di funzioni e servizi comunali e interviene a favore dei piccoli Comuni. Quindi mi convince questo legame tra Comunità e piccoli Comuni.” Per Gino Garibaldi (Forza Italia), invece: “La maggioranza non ha coinvolto la minoranza e il territorio.” Nella discussione sono intervenuti, tra gli altri anche Antonino Miceli (L’Ulivo), Matteo Marcenaro e Nicola Abbundo (Moderati per il Popolo delle Libertà) e Gabriele Saldo (Forza Italia).
Tutti gli emendamenti al provvedimento non espressamente richiesti dal Cal sono stati ritirati. Fra essi, uno di Antonino Miceli (L’Ulivo) che chiedeva anche per il savonese la creazione di due enti: uno per il Pollupice e l’altro per la zona Ingauna motivando la richiesta con l’ampiezza del territorio interessato. Compito delle Comunità montale è attuare politiche a favore della popolazione e del territorio montano.
La legge doveva essere approvata entro il 30 giugno 2008 in quanto applica una norma contenuta nella legge finanziaria nazionale del 2008.