“La proposta del Ministro Maroni di prendere le impronte digitali ai bambini rom è semplicemente ignobile”: è quanto afferma Walter Fabiocchi, segretario generale della Camera del Lavoro Metropolitana di Genova.
“Il razzismo che sottende questa idea viene malamente celato dalla preoccupazione rivolta alle condizioni in cui versano molti di questi bambini” prosegue Fabiocchi, “secondo il Ministro infatti sarebbe questa la soluzione per toglierli dalla strada e dall’accattonaggio. Tristemente, in passato, il nostro Paese ha già conosciuto certe aberrazioni; le leggi razziali che hanno colpito gli ebrei italiani hanno procurato solo sofferenza, mai, in nessun caso, sono state d’aiuto alle persone marchiate dalla stella di David.”
“Oggi come allora, le minoranze diventano capro espiatorio della crisi politica, economica e culturale del nostro Paese. In un momento difficile come questo, anziché ricercare percorsi di integrazione e convivenza civile, si cerca di instaurare un clima di caccia alle streghe che porti la mente delle persone lontano dai problemi reali.”
“Nel caso dell’esternazione di Maroni” conclude, “si aggiunge un dolore in più, e cioè che a pagare le conseguenze di una crisi di valori e di imbarbarimento del nostro Paese siano i bambini. La scuola, luogo dove dovrebbero essere raccolte le impronte, dovrebbe educare, come ricorda la nostra Carta Costituzionale, ai valori che ispirano la civile convivenza. Ma questo, a Maroni, Ministro della Repubblica Italiana, non interessa.”