Il proverbio “dietro alle nuvole c’è sempre il sole” sembra trovare riscontro grazie alla mozione di Melgrati per quanto riguarda la sorte dei tre Ospedali del savonese, definiti di importanza minore dai compagni del Pd regionale e non solo.
Una volta per tutte, in un ventoso martedì mattina, Melgrati ha messo la parola fine ai contrasti politici sugli ospedali, inchiodando questa maggioranza regionale e quella futura, spazzando via come una tromba d’aria le ipocrisie e i silenzi che aleggiavano sulla sorte dei tre ospedali.
I savonesi si aspettavano che questa notizia arrivasse da coloro che da anni stanno governando la Liguria o da chi gestisce la nostra sanità, alla fine ci ha dovuto pensare un consigliere di minoranza, Marco Melgrati, colui che la sua ricompensa economica se la guadagna e come, a differenza di altri che lo percepiscono solo per comparsa. Mi fanno ridere, ma nello stesso tempo riflettere, le polemiche scatenate da chi invece di gioire nel vedersi servita la “pappa pronta” senza aver mosso un dito nè essersi esposti in prima persona, si ostina a rivendicare ciò che non gli appartiene, anche a costo di raccontar bugie.
Il Pd è stato trascinato per la “giacchetta” da Melgrati a dover approvare ciò che fino ad oggi aveva accuratamente evitato di trattare, cioè la conferma del Dea di II livello del Santa Corona e la sua centrale collocazione futura nella rete ospedaliera, nonché la sorte di tutta la rete ospedaliera ora organizzata su quattro ospedali. Questa volta, davanti ad un plateale e così chiaro quesito come quello del forzista, hanno dovuto (giocoforza) approvare questa mozione “scomoda”.
Un po’ come dire: “Cari compagni dovete avere il coraggio di dire, a pochi mesi dalle elezioni, cosa volete fare delle tre strutture ospedaliere (Pietra L., Albenga e Cairo M.)? Ospedale unico a Savona o mantenere la rete ospedaliera organizzata come ora, con quattro strutture?” Troppe volte abbiamo sentito frasi poco rassicuranti da parte di esponenti del Pd, anche di spicco del ponente savonese, piuttosto che da ex sindacalisti che facevano intendere che la situazione attuale con quattro strutture ospedaliere non potevamo permettercele perché sono troppe; tutte queste affermazioni, secondo me, avevano come vittime sacrificali i due ospedali minori di Pietra Ligure ed Albenga oltre al depauperamento del DEA pietrese, ovviamente a vantaggio del nosocomio savonese.
Ma questa volta in un sol colpo, come un tornado, Melgrati ha spazzato via tutti i dubbi e tutti quei giochi politici di partito soltanto per scopi elettorali, danneggiando solo la sanità pubblica. La rete ospedaliera della provincia di Savona deve restare così com’è organizzata, cioè con il DEA di 2 Livello a Pietra nel Santa Corona (se ne facciano una ragione i piddini ingauni) annesso funzionalmente all’ospedale territoriale di Albenga, con il quel dovrà avviarsi un processo di stretta collaborazione e l’ospedale di Savona DEA di 1° livello con il proprio ospedale satellite, quello di Cairo Montenotte.
Siamo certi che con questo importante passaggio, per la sanità del ponente savonese, sono state poste le condizioni affinché la popolazione possa poter continuare a fruire della sanità pubblica nei propri territori, nei propri ospedali, senza dover rischiare di ascoltare ancora le “sparate” dell’improvvisato politicante o di qualche responsabile che per risanare i bilanci non trova di meglio che tagliare sulla sanità e di conseguenza sulla salute e la vita del cittadino, magari per “portare a casa” un superbonus.
Matteo Canciani
Forza Italia