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Savona, disco rosso al regolamento sui referendum proposto dal M5S: “Presi in giro noi e i cittadini”

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Savona, disco rosso al regolamento sui referendum proposto dal M5S: “Presi in giro noi e i cittadini”
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Savona. “Con questo comportamento è stata posata la pietra tombale sull’introduzione delle forme referendarie previste dalla normativa e sollecitate da ogni parte. Ci fa specie soprattutto che questa chiusura sia arrivata dal Pd, che è uscito con le ossa rotte dalle ultime primarie e sostenendo invece la proposta avrebbe dimostrato di essere disponibile a introdurre la partecipazione dei cittadini”.

Sono amareggiati e stupiti i consiglieri del Movimento 5 Stelle di Savona: con 17 voti di astensione, questa mattina gli altri membri del parlamentino locale hanno di fatto messo in stand-by la proposta elaborata da Andrea Melis e presentata da Milena Debenedetti di introdurre le tre altre forme di referendum nello statuto della città.

“Attualmente – spiegano i membri del M5S – lo statuto del Comune di Savona prevede solo il referendum consultivo, che ha una validità relativa in quanto non ha effetti diretti. Inoltre, per come è codificata nello statuto, è di difficilissima realizzazione perché le sue modalità organizzative sono descritte in modo molto vago. Inoltre, da ben 15 annui manca un documento attuativo e ciò rende impossibile organizzare un referendum. Noi proponevano di introdurre anche le altre tre forme previste dal testo unico per gli enti locali: il referendum propositivo, quello abrogativo e quello propositivo/abrogativo”.

I consiglieri del Movimento ci lavorano da anni: “A novembre 2013 avevamo depositato e inviato a tutti i colleghi consiglieri (nell’ottica di condividere al massimo la decisione) due documenti: uno era la modifica allo statuto che eliminava le norme organizzative nebulose di cui sopra; l’altro era il regolamento comunale per i referendum. Da quel momento in poi ci sono stati messi i bastoni tra le ruote in tutti i modi. La pratica è rimasta in discussione per ben 14 mesi. Soltanto grazie a molte insistenze e all’intervento del presidente del consiglio comunale siamo riusciti a portare la pratica in discussione in commissione consiliare due giorni fa”.

“In quella sede – proseguono i consiglieri – tutti o quasi i membri del tavolo si sono astenuti. La pratica era all’ordine del giorno del consiglio di oggi. Ieri sera, però, il consigliere Frumento ci ha contattati e ci ha chiesto di ritirare il punto. Ha specificato che tutti i colleghi erano d’accordo con la nostra proposta, ma ci ha chiesto ugualmente di ritirare il punto. Se lo avessimo fatto avrebbero promosso un ordine del giorno per impegnare il consiglio ad adottare il regolamento entro quattro mesi. Noi non abbiamo accettato: un ordine del giorno non serve a nulla, mentre la nostra proposta deliberativa avrebbe avuto effetti concreti. Inoltre, dopo una attesa di tanti mesi non avrebbe avuto senso. Gli altri consiglieri avrebbero potuto fare le loro osservazioni durante la discussione”.

Così stamattina il consiglio ha discusso la pratica: “Ancora stamattina ci hanno chiesto di ritirare il punto ribadendo il fatto di essere comunque d’accordo con la nostra iniziativa. Noi siamo andati avanti per la nostra strada. Alla fine la pratica è stata votata favorevolmente solo da 7 consiglieri, mentre altri 17 si sono astenuti”.

Ciò lascia i membri del M5S perplessi: “Dal nostro punto di vista è stata una presa in giro nei nostri confronti e ancora di più nei confronti dei cittadini. Ci chiediamo perché i nostri colleghi si siano comportati in questo modo. Se dicono di essere d’accordo e poi votano contro o stanno mentendo quando affermano di pensarla come noi, o hanno paura di dare ai cittadini il potere del referendum, o vogliono affossare il documento o non va giù loro il fatto che sia stato proposto dal Movimento. Tra l’altro l’apertura alla partecipazione dei cittadini è stata messa da parte in modo stupido: la modifica allo statuto che abbiamo proposto non permette di organizzare subito il referendum, ma occorre prima approvare il regolamento apposito. Avrebbero potuto approvare l’emendamento allo statuto e poi stravolgere il nostro regolamento”.

Per fortuna la proposta può ancora essere salvata: “Il regolamento del consiglio comunale stabilisce che se una pratica non viene discussa dalla maggioranza qualificata questa può essere ripresentata entro 30 giorni. E’ quello che faremo. Speriamo che in quella sede i nostri colleghi votino a favore”.

Luca Berto
29 Gennaio 2015 alle 19:43
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