Vado L. E’ arrivato l’atteso sì da parte del Ministero per il rilascio della nuova Autorizzazione Integrata Ambientale per la centrale a carbone Tirreno Power di Vado Ligure. Dopo una lunga Conferenza dei servizi è arrivato l’ok definitivo, un parere favorevole che però non fa sconti sul piano delle prescrizioni ambientali e sanitarie. Nella decisione il Mise si è astenuto, mentre da parte della Regione state formulate alcune osservazioni respingendo i contenuti dell’AIA, i sindaci di Vado e Quiliano hanno invece approvato il documento ministeriale.
La nuova AIA, infatti, ricalca i contenuti espressi dal Parere Istruttorio Conclusivo (Pic) e dal Piano di Monitoraggio e Controllo (Pmc), elaborati dalla Commissione ministeriale IPPC (“Integrated Pollution Prevention and Control”): una notevole riduzione delle emissioni (da subito), l’avviamento non più ad olio combustibile, ma a gas naturale, insomma si chiede il rispetto delle condizioni che l’azienda difficilmente può rispettare. L’avviamento a gas anziché ad olio comporterebbe l’installazione dei bruciatori nei gruppi VL3 e VL4. Una modifica che richiederebbe un anno e mezzo di lavoro, un lasso di tempo durante il quale la centrale dovrebbe continuare a restare ferma.
Inoltre, dopo l’ok che era arrivato in Conferenza dei servizi, il Ministero dello Sviluppo Economico ha bloccato l’autorizzazione per il parco carbonile, rimandando tutto al Ministero dell’Ambiente e al rilascio della nuova AIA: quindi, secondo le prescrizioni, la copertura dei parchi carbone dovrebbe avvenire entro marzo 2015.
A queste condizioni si dovrebbe attendere ancora un anno prima di rivedere la centrale in funzione, ipotesi difficilmente percorribile e che richiede una serie di interventi, anche in contemporanea tra loro. Ora, tuttavia, la parola passa all’azienda che dovrà decidere se impugnare la nuova AIA oppure capire se si può sostenere l’opera di ristrutturazione ambientale prevista dall’Autorizzazione Integrata Ambientale, garantendo così un futuro alla centrale, e procedendo, grazie all’atto approvato oggi, a chiedere il dissequestro della centrale.