
Liguria. Tiene l’export in Liguria nel I semestre 2014. Tra gennaio e giugno le imprese liguri hanno esportato merci e prodotti per un valore complessivo di 3,3 miliardi di euro, segnando un + 0,5 % rispetto allo stesso periodo del 2013 (in linea con l’andamento nel nord ovest e nazionale); un dato che raggiunge un + 8,8 % se depurato dai settori più variabili come i prodotti petroliferi e quelli legati alla cantieristica navale. In forte aumento, poi, le esportazioni verso l’Africa (+ 31 %), soprattutto Tunisia e Sud Africa, con importanti prospettive di crescita anche nei paesi dell’area sub-sahariana, caratterizzati, negli ultimi danni, da una forte espansione e sviluppo economico. L’import, al contrario, nei primi sei mesi dell’anno ha segnato un andamento fortemente negativo (- 16,5 %), nonostante il valore assoluto (pari a 4,2 miliardi di euro) risulti superiore all’export. E’ quanto emerge da uno studio elaborato da ALCE – Associazione Ligure Commercio Estero attraverso il suo Centro Studi, di recente costituzione, sulla base dei dati Istat.
“Grazie al suo sistema portuale – afferma Riccardo Braggio, presidente di ALCE – la Liguria è la porta dell’Italia: i dati rivelano in realtà l’andamento dell’import/export a livello non solo locale ma anche nazionale. La nostra regione, a seguito del processo di deindustrializzazione, ha ormai una forte vocazione commerciale e si caratterizza sempre più come uno snodo per il transito di merci e prodotti diretti in particolare nel nord ovest. Ciò non toglie che la crescita dell’export sia comunque molto positiva per la Liguria perchè genera ricchezza e occupazione. Il calo delle importazioni, invece, è da attribuire principalmente alla progressiva contrazione dei consumi interni, legata alla diminuzione della ricchezza pro capite, all’aumento della disoccupazione e, soprattutto, alla crisi di fiducia verso il futuro”. Secondo Alce il calo della domanda interna “è, in realtà, superiore a quel – 16,5 per cento dell’import complessivo: su questo dato – prosegue Braggio – incide positivamente l’importazione di materie prime e semilavorati di cui la Liguria e tutta l’Italia sono povere. In questo scenario, è evidente che per sopravvivere le imprese devono trovare sfogo all’estero, anche aggregandosi in consorzi per poter competere sui mercati internazionali”.
A livello provinciale, il 62 % dell’export ligure si concentra nel capoluogo ligure, dove nel I semestre 2014 le esportazioni sono in crescita (+ 10 %) rispetto allo stesso periodo del 2013, grazie soprattutto alla crescita del traffici portuali. Export in crescita (+ 4 %) anche a Savona e a Imperia (+ 6 %) mentre La Spezia è l’unica tra le province liguri a registrare un calo delle esportazioni (- 39 %).
Rer quanto riguarda la destinazione delle merci, per la Liguria il primo mercato di riferimento rimane l’Europa (soprattutto Francia e Germania) con il 48 % dell’export complessivo, in calo del 4 % rispetto al I semestre del 2013 . Il dato più interessante riguarda, però, la crescita costante dell’export ligure verso l’Africa ( + 31% nel I semestre 2014 rispetto al I semestre 2013, soprattutto verso Sud Africa e Tunisia) mentre rimane stabile l’export verso gli Stati Uniti (con il 4 % del totale delle merci esportate dalla Liguria). In calo le esportazioni verso l’Asia (- 16 %).
Per quanto riguarda l’import, la ricerca elaborata dal Centro Studi di ALCE rivela che da gennaio a giugno del 2014, il valore complessivo delle merci importate dalla Liguria è stato pari a 4,2 miliardi di euro, segnando un – 16,5 % rispetto al I semestre del 2013 (in calo in tutte le province). A livello provinciale, il 44 % delle importazioni complessive si concentra a Genova, il 47 % a Savona (dato legato quasi esclusivamente a minerali e carbone), il 6 % a La Spezia e il 2 % a Imperia.