
Savona. E’ finito in carcere con l’accusa di tentato omicidio, ma di quell’episodio non ricorda nulla. Ad ammetterlo davanti al giudice, questa mattina, è stato il diciannovenne Moisi Shtembari, di nazionalità albanese, arrestato venerdì sera ad Albenga dopo aver aggredito a colpi di bottiglia un amico della stessa età, M.T., che è finito in ospedale. Lo straniero, durante l’interrogatorio davanti al gip, ha spiegato di non riuscire a ricordarsi niente di quanto accaduto.
Terminata l’audizione il giudice ha convalidato l’arresto e confermato la misura di custodia cautelare in carcere. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, che lo hanno fermato durante il suo raptus di follia, il diciannovenne avrebbe perso la testa dopo aver bevuto qualche bicchiere di troppo, ma non è escluso che abbia assunto anche sostanze stupefacenti. La certezza è che il ragazzo era a cena a casa dell’amico quando, all’improvviso, ha perso il controllo. Dalla testimonianza della vittima dell’aggressione pare che Shtembari abbia urlato frasi sconnesse (“Sono il diavolo”) e poi si sia scagliato contro l’amico ferendolo.
Fortunatamente M.T. ha avuto la capacità, nonostante fosse ferito, e la prontezza di fuggire in strada dove, in un bar di viale Pontelungo, ha chiesto aiuto. Il titolare del bar, dopo aver chiuso la porta del locale, ha allertato i carabinieri che nel giro di pochi minuti sono intervenuti e hanno bloccato l’aggressore. Per Shtembari, difeso dall’avvocato Mara Tagliero, sono scattate le manette con l’accusa di tentato omicidio, mentre il coetaneo è stato trasportato al Santa Corona per le cure del caso (aveva ferite al collo e al torace).