
Albenga. “Oggi, che nessuno si senta male”. La provocazione arriva dal forzista Eraldo Ciangherotti: il dito è puntato sul fatto che, questa mattina, per gli abitanti del territorio ingauno non esiste un pronto soccorso disponibile.
“Anche se c’è il sole, e la perturbazione è temporaneamente andata via, che nessuno abbia bisogno del Pronto Soccorso – è il polemico invito di Ciangherotti – Perché con la viabilità interrotta in direzione Pietra Ligure come adesso, sia sull’Aurelia che sulla Autostrada, grazie a quei geni del Partito Democratico regionale e locale, che hanno deciso per il declassamento nel 2012, ora Albenga e un intero comprensorio da Ceriale ad Andora passando per l’entroterra sono prive di un Pronto Soccorso”.
Frane sull’Aurelia, un traliccio dell’alta tensione pericolante sulla A10: impossibile raggiungere Pietra. E ad Albenga il pronto soccorso non c’è più. “Migliaia di persone, senza un servizio essenziale – denuncia Ciangherotti – Non ci avevano pensato, i fenomeni Democratici, a questa eventualità? E ora come facciamo, con chi ha bisogno del Pronto Soccorso? Lo portiamo in treno? Con l’aereo da Villanova? O fino a Imperia?”.
“Oggi, più che mai, si comprende a fondo l’importanza di quella battaglia contro il declassamento, in favore dell’Ospedale di Albenga e contro quel partito che, attraverso i vertici genovesi, d’accordo con i capi savonesi, e con la collaborazione fondamentale dei loro rappresentanti locali, voleva strapparci il nostro ospedale. Se non l’avessimo difeso con le unghie e con i denti, ora saremmo senza il Santa Maria di Misericordia”, conclude Ciangherotti.
Sulla stessa lunghezza d’onda anche Marco Melgrati, che ha presentato un’interrogazione urgente in consiglio regionale. Ma l’ex sindaco di Alassio pone l’accento anche su altri temi: “A dicembre andrà in pensione il dottor Franco Olivo, pilastro del laboratorio di analisi di Albenga. Verrà sostituito? Oppure sarà questa la scusa per chiudere definitivamente il Laboratorio di Analisi di Albenga, per accentrare tuto a Santa Corona, con i problemi che oggi, ma non solo, si sono manifestati?”.
“Inoltre c’è nell’aria la voce che si voglia chiudere la farmacia, per accorparla e centralizzarla a Santa Corona, con i farmaci trasportati da autisti-fattorini, oppure addirittura esternalizzarla – continua Melgrati – E dove sarebbe il risparmio? E soprattutto in casi come quello di oggi, si può ragionevolmente pensare di lasciare un ospedale (perché quello ancora è) senza farmaci?”.
“La filosofia sanitaria di questa giunta regionale, che peraltro vede l’assessore Claudio Montaldo e i vertici aziendali dell’ASL indagati, è a dir poco isterica – attacca il forzista – e non rispondente a criteri di efficienza e soprattutto di economia territoriale. Dopo aver cancellato dall’Ospedale di Albenga specialità necessarie al territorio, e intasato l’Ospedale di Santa Corona (vedi le file interminabili per le visite di Ortopedia o il calvario di ore e ore di attesa di chi si rivolge al Pronto Soccorso di Pietra Ligure) piano piano si vuole svuotare l’ospedale di Albenga di ogni funzione?”.
“Questa è la domanda che porrò in Consiglio Regionale all’assessore – conclude Melgrati – mentre si presenta un protocollo “fantasma” di un progetto che non ha le risorse economiche per stare in piedi per il monoblocco di Santa Corona, a mero scopo di spot elettorale. Ma i cittadini questa volta non se la dovranno ‘bere’, e chi ha distrutto la sanità del ponente ligure verrà penalizzato dal voto delle Regionali. O almeno lo spero”.