
Vado L. “La vicenda che coinvolge i lavoratori della centrale di Vado Ligure, ha del surreale. C’era un progetto che ne prevedeva l’ammodernamento complessivo ed un ingente investimento che avrebbe abbattuto pesantemente l’impatto ambientale. Quell’investimento non c’è più ed il percorso per la nuova AIA si profila molto accidentato”. Inizia così l’intervento di Fulvia Veirana, segretario generale della Camera del Lavoro della Cgil di Savona a proposito della difficile situazione per l’impianto di Tirreno Power. Dopo le indiscrezioni su una possibile chiusura l’esponente della Cgil chiede un intervento del Governo affinché, mantenendo le promesse fatte, l’azienda non sia obbligata a chiudere.
“Dalle indiscrezioni che emergono – prosegue Veirana -, il nuovo PIC imporrebbe valori emissivi inferiori a quelli imposti alle nuove centrali e tempi di realizzazione degli interventi che li renderebbero, di fatto, irrealizzabili. L’Azienda, che oggi annuncia in questo contesto la probabile chiusura, deve fare la sua parte e presentare le osservazioni sull’AIA e mantenere l’impegno sugli investimenti futuri. Le istituzioni locali, anche con le recenti delibere dei Comuni di Vado e Quiliano, della Provincia e della Regione, hanno lavorato in modo molto efficace per individuare limiti ambientali stringenti che obbligassero Tirreno Power a fare tutti gli investimenti utili al rispetto dei limiti previsti dalla normativa nazionale e coniugando efficacemente lavoro e salute. Ma la commissione nazionale, evidentemente, non ne ha tenuto conto”.
“A nessuna delle centrali termoelettriche a carbone attualmente in esercizio nel nostro Paese sono imposti vincoli così stringenti. Perché? Ci sono condizioni così gravi nel nostro territorio da non consentire nessun tipo di produzione? Delle due, l’una. O c’è un errore, o c’è un problema. Ed allora né il territorio, né i lavoratori possono essere lasciati soli. Deve intervenire il Governo” attacca il segretario della Cgil savonese.
“Se ci sono regole nazionali, queste devono essere applicate in modo uniforme. I rischi ambientali non possono essere considerati in un modo a Vado Ligure ed in un altro a Brindisi o altrove. E’ in gioco l’intero sistema produttivo termoelettrico nazionale. Ci dica il Governo che cosa vuole fare oppure intervenga per trovare le soluzioni occupazionali e per risolvere l’enorme crisi della nostra provincia. Lunedì ci sarà un incontro con l’Azienda e, nel pomeriggio, l’assemblea di tutti i lavoratori diretti e dell’indotto della centrale, circa seicento persone. Metteremo in campo tutte le iniziative possibili perché il Governo e la Presidenza del consiglio ci ascoltino. In un Paese moderno non ci possono essere cittadini di serie A e di serie B, né percorsi burocratici così bizantini” conclude Fulvia Veirana.