Vado L. Vertenza Tirreno Power: c’è la firma sugli accordi di mobilità e sui contratti di solidarietà. Ad annunciarlo, attraverso un comunicato, sono le segreterie nazionali di Filctem-Cgil, Flaei-Cisl, e Uiltec-Uil che hanno precisato di aver, “dopo una estenuante trattativa”, insieme ai responsabili sindacali provenienti dai tre siti produttivi (Vado Ligure, Torrevaldaliga, Napoli), firmato con la società Tirreno Power “due importanti accordi per la gestione delle eccedenze: la Mobilità e i Contratti di Solidarietà”.
“La società – si legge nella nota delle segreterie sindacali – ha riconosciuto le ragioni di un sindacato unitario e responsabile ed ha rinunciato a fare la Cassa Integrazione per il numero di Lavoratori, a loro dire, in esubero (continueranno a fare la C.I., purtroppo, i lavoratori legati alle attività del carbone a Vado). Per comodità facciamo un breve riepilogo dei fatti accaduti in questo periodo. Tirreno Power nel mese di giugno ha intimato, come prevede la Legge, i licenziamenti per 191 persone, al netto dei Lavoratori impiegati nelle attività dei Gruppi a carbone di Vado ligure (i lavoratori coinvolti, in realtà, sono 315). Successivamente, in data 7 luglio, è stato sottoscritto dopo grandi pressioni delle Segreterie Nazionali, un accordo di Mobilità volontaria che avrebbe dovuto riguardare 111 persone. Contestualmente l’Azienda si è impegnata ad usare strumenti difensivi per il restante personale risultante eccedentario (Cassa Integrazione). Le uscite volontarie per Mobilità, sono state 126; questo importante dato, ha prodotto un rovesciamento di clima di cui l’Azienda non ha potuto non tenerne conto”.
La trattativa tra azienda e sindacato non è stata tutta in discesa, ma, come raccontano i rappresentanti delle sigle sindacali, ha incontrato degli ostacoli: “Il Punto 10 dell’Accordo del 7 luglio, prevedeva, a valle della firma per le uscite volontarie, una puntuale verifica dei carichi di lavoro, delle mansioni e degli orari di fatto. A seguito di questo Confronto che si è svolto sui tre Siti, l’Azienda ha dovuto riconoscere che l’organico indispensabile a svolgere le attività necessarie non poteva essere quello unilateralmente fissato in precedenza. Nella nuova formulazione, il numero delle eccedenze è ulteriormente calato di 36 unità (16 inserite a parità di attività svolte in Struttura e 20 rivenienti dalle attività internalizzate). Questo ulteriore calo di eccedenze ci ha dato la forza negoziale per chiedere all’Azienda di rinunciare alla Cassa Integrazione e fare i Contratti di Solidarietà per tutto il personale della Società. Tirreno Power ha acconsentito anticipando però che avrebbe messo in Solidarietà tutto il Personale all’interno di una forbice 10%‐50%. Pur apprezzando questo importante passo avanti, abbiamo ritenuto penalizzante, almeno per taluni lavoratori, una percentuale che poteva arrivare anche al 50% (in questo caso la perdita economica dei Lavoratori interessati sarebbe stata, concretamente, del 20% in busta paga). La trattativa si è arenata proprio su questo punto: per il sindacato di categoria una percentuale equa di Solidarietà non poteva superare il 30% (‐9% in busta paga nel 2014, ‐12% dal 2015 se non integrato ulteriormente da interventi governativi). Superato questo scoglio, abbiamo firmato i due accordi”.
Una delle “vittorie” strappate nella trattativa è stata quelle legata alle esternalizzazioni: “Nonostante la nostra valutazione positiva circa il fatto che l’Azienda abbia rivisto in diversi aspetti la sua posizione, la nostra opinione è che anche l’attuale quantità di Personale non è sufficiente a garantire le normali attività di Centrale (con la Sicurezza, dentro una Centrale, non si scherza). Su questo punto abbiamo ottenuto, nel primo trimestre del 2015, due momenti di verifica ‐ sia a livello di Sito che Nazionale ‐ per valutare congiuntamente, seppur nel reciproco rispetto dei ruoli, l’effettivo dimensionamento del Personale necessario allo svolgimento delle attività. Una ulteriore valutazione positiva riguarda la reintroduzione di alcune attività precedentemente esternalizzate. E’ stato un muro difficile da far cadere perché Tirreno Power aveva completamente escluso questa possibilità. Noi pensiamo che questa ‘leva’ debba essere maggiormente utilizzata perché porta benefici concreti e riscontrabili”.
A proposito della difficile situazione di Vado Ligure, dove la centrale resta sotto sequestro, dal sindacato precisano: “Permangono ora altri problemi tutti legati al sequestro dei Gruppi 3 e 4 di Vado Ligure. I lavoratori coinvolti, come detto, continueranno a fare la Cassa Integrazione, ma l’accordo sulla CIGS non è stato sottoscritto perché, con i tempi e le modalità giuste, vogliamo trovare soluzioni più eque per i Lavoratori interessati. A Vado Ligure l’Azienda ha fatto qualche forzatura di troppo che ora diventa per noi degna di attenzione maggiore. La società, in questi giorni, è in attesa del Parere Istruttorio Conclusivo della Commissione IPPC (Integrated Pollution Prevention and Control), parte integrante della nuova AIA. La nuova AIA è stata richiesta a maggio dalla Società attraverso la presentazione di un progetto in due fasi distinte che prevedeva da subito l’allineamento ai valori emissivi previsti dalle MTD in linea con quelli degli altri impianti a carbone in Italia. La seconda fase, dopo circa 16 mesi necessari per approvvigionare e realizzare gli interventi di miglioramento, porterà la centrale di Vado Ligure ad allinearsi ai valori previsti per le nuove unità a carbone”.
“Le emissioni della centrale saranno nettamente le migliori tra gli impianti similari in Italia. Resta alta la preoccupazione sui contenuti del documento ministeriale che potrebbe non recepire il progetto, così come formulato dalla Società o addirittura stravolgerlo e, in questo caso, incidere in modo determinante sulla possibilità di ripresa dell’esercizio delle unità a carbone. Qualora le Istituzioni competenti dovessero ‘complicare’ un iter teso al raggiungimento dei migliori limiti emissivi in Italia, chi si assumerà la responsabilità del disastro occupazionale – diretto e indotto – conseguente?
Da ultimo, legandoci proprio a quest’ultima riflessione e alla fine di un percorso lungo, intenso e difficile, che peraltro non si è ancora concluso, vogliamo lanciare un messaggio al mondo politico, della comunicazione, della carta stampata. Il modo di lavorare del Sindacato non prevede riunioni ‘fumose’, il Sindacato non fa perdere tempo, il Sindacato, più di altri in momenti di crisi, lavora per trovare soluzioni giuste per tutte le parti in causa per coniugare lavoro e maggiore tutela ambientale. Abbiamo saputo usare sapientemente un sistema di coperture che, per quanto possa esser migliorato e ‘più largo’ rispetto al passato (a breve vedremo), ha consentito di trovare soluzioni giuste per tutti. Per quanto riguarda Tirreno Power, abbiamo saputo dare un valore aggiunto notevole: Governo ed Istituzioni facciano altrettanto” concludono dalla segreterie nazionali di Cgil, Cisl e Uil.



