
[thumb:448:l]Savona. L’assessore al bilancio e finanze del Comune di Savona Luca Martino ha espresso questa mattina il parere dell’amministrazione comunale ed alcuni chiarimenti in merito al Decreto Legge n. 93 del 27/5/08, che esclude, a decorrere dal 1.1.08, dal pagamento dell’ICI le abitazioni principali di categoria catastale, A/2, A/3, A/4, A/5, A/6 e A/7, con relative conseguenze sui bilanci dell’ente.
L’assessore ha elaborato un documento che elenca con chiarezza tutti i casi in cui il decreto legge riconosce l’esenzione dal pagamento: “L’abolizione dell’ICI sulla prima casa ci trova d’accordo, essendo in linea con la politica fiscale di questo Comune in un momento di grande difficoltà economica per i cittadini e le famiglie – spiega Martino -. Ma il gettito ICI rappresenta una importante fonte di entrata per i Comuni e ne garantisce buona parte dell’autonomia, permettendo adi disporre delle risorse necessarie a garantire i servizi. Secondo l’ultima rilevazione ufficiale ISTAT riferita al 2006 il gettito complessivo dell’ICI, pari a 12 miliardi di euro, rappresenta per i Comuni il 48% circa delle entrate tributarie, mentre per il Comune di Savona, in riferimento al 2007, il mancato gettito ammonta a 3,877 milioni di euro, che rappresentano il 49,6% delle entrate correnti”.
Ecco le considerazioni dell’assessore in merito alle conseguenze del decreto legge: “l’ICI è una tassa federalista che ha la caratteristica della flessibilità perché permette all’ente locale di definire aliquote graduate in base al principio dell’equità e della dinamicità; il gettito ICI, secondo le recenti stime dell’ANCI, negli ultimi quattro anni è cresciuto a livello nazionale, ed è vero anche per la nostra città, del 3,29%. Con il nuovo decreto si evidenzia invece la mancanza di una ”dinamicità” del fondo compensativo per il mancato gettito ICI”.
“Inoltre, il decreto legge dà alla Conferenza Stato-Città 60 giorni di tempo per individuare i criteri e le modalità dei rimborsi. A questo punto si creano gravi problemi di cassa perché la prima rata ICI (almeno il 50% del totale) avrebbe dovuto esser riscossa il 16 giugno e quindi i Comuni dovranno ricorrere all’anticipazione di cassa con notevoli costi straordinari. A questo si aggiunga poi che il decreto blocca la possibilità di aumentare aliquote addizionali fino alla definizione delle nuove regole del Patto di stabilità e in prospettiva del federalismo; si spera che l’effetto di questa norma, come richiesto dall’ANCI, venga limitato fino al 31 dicembre 2008. E’ dunque evidente che, con il nuovo decreto legge, si crea per i Comuni un serio problema di gestione finanziaria”.
“Aspettiamo – conclude Martino – di vedere se il Ministero dell’Economia, che ha promesso una compensazione integrale per evitare questi gravi problemi di liquidità, stabilirà trasferimenti compensativi da versare ai Comuni in due tranche”.
Infine, l’assessore invita i contribuenti che godono dell’esenzione ICI a non tenere conto dei bollettini ricevuti in questi giorni né delle istruzioni contenute nella guida all’ICI riferita al 2008. “Purtroppo, a causa di tempi tecnici, non è stato possibile bloccare l’invio”.