Scrivo per esprimere il mio vivo disappunto per la quota Tari che mi viene richiesta. E’ l’atto finale di una progressiva spremitura dei cittadini finalesi, per tali intendendo quelli che abitano la loro prima casa.
L’anno scorso pagavo per 365 gg € 149,14 per il mio alloggio, preventivamente “aumentato” da 98 mq a 106, più € 17,38 per il box. Totale: € 174,35.
Ero considerato Nucleo 1, in quanto abito da solo nella mia casa, essendo i figli migrati altrove; la figlia residente in Lombardia, mio figlio domiciliato a Savona, dove lavora, pur mantenendo la residenza a Finale, assieme a me. Questa considerazione è stata d’imperio abolita quest’anno, tenendo solo conto della residenza ufficiale e quindi portandomi a Nucleo 2.
Ma se la persona abita altrove, che rifiuti produce e di che servizi gode a Finale? In base a quale delibera è stata abolito questo riconoscimento? Per giunta, essendo una giunta “di sinistra”, avete pensato bene di applicare alle prime case l’aliquota massima permessa dalla legge. Altra stangata sui finalesi, invece che sulla pletora di seconde e terze case.
Ricalcoli, quelli sopra, tutti a vostro favore, in quanto lo Stato è avaro di soldi per i Comuni (dovendo pagare oltre € 80 miliardi l’anno di interessi a un clan di parassiti bancari privati) e così vi spinge ad inventarvi continui nuovi strattagemmi (multe stradali in primis) per spremere sempre più le tasche dei vostri cittadini e ripianare i bilanci. Grazie a ciò, il nuovo conto che dovrò pagare ammonta a: € 305,41 per la prima casa, più € 29,16 per il box. Totale: € 351,00. Cioè esattamente il doppio!
Anche considerando il passaggio forzato da Nucleo 1 a 2, non credo di incidere per il doppio sia sulla produzione di rifiuti (che tra l’altro produco in misura minima, riciclando tutto il possibile, da bravo ambientalista della prima ora) che sull’uso dei servizi (in bicicletta, sempre!). Mi sento bastonato ingiustamente; e questo sentimento sarà certamente condiviso dalla maggioranza dei finalesi, specie di quelli che vi hanno votato e che si sentiranno traditi.
Marco G. Pellifroni