Ponente. Con i sei operai morti a Catania, sono salite a undici le vittime di incidenti mortali sul lavoro avvenuti in Italia in questi ultimi due giorni, un drammatico bilancio che con forza ha riportato l’attenzione su quella che è ormai ritenuta da molti, senza distinzioni di appartenenze politiche, una vera e propria emergenza nazionale.
Al centro, ancora una volta, il dibattito sulle attuali norme di tutela e la loro effettiva applicazione e rispetto, con alcune prese di posizione da parte dell’attuale ministro del Welfare Maurizio Sacconi che probabilmente non mancheranno di alimentare qualche polemica nelle prossime ore.
Cordoglio ai famigliari e “rammarico per l’ennesima tragedia sul lavoro che ha colpito la nostra Regione” ha intanto espresso ieri in Liguria Enrico Vesco ricordando l’operaio edile 42enne Bortolo Strambini investito e ucciso da una centina martedì sera nel cantiere Ferrovial di Imperia durante i lavori del raddoppio della ferrovia Genova-Ventimiglia nel tratto tra San Lorenzo e Andora.
“Non è possibile che un paese civile quale pretendiamo di essere, non sia in grado di garantire il ritorno a casa la sera di chi si reca ogni giorno al lavoro e non in guerra; non è più tollerabile che la sicurezza venga messa in secondo piano rispetto alla necessità di produrre a qualsiasi condizione e a qualsiasi costo”, si legge in una nota dell’assessore regionale alle politiche attive del lavoro il quale tuttavia ritiene “più che valide le misure normative prese nell’ultimo anno, nello specifico la legge nazionale 123 e la legge regionale 30”, persuaso che esse “abbiano impresso una svolta davvero importante verso un impegno sempre maggiore di tutti i soggetti preposti al controllo, così come dei datori di lavoro e dei lavoratori. È necessaria [però] una presa di coscienza reale degli stessi, un netto cambio di mentalità, affinché la sicurezza sui luoghi di lavoro costituisca condizione imprescindibile”.
“Auspico altresì – prosegue l’assessore Vesco – che i tavoli organizzati in occasione dei purtroppo numerosi incidenti, non siano più solo un’occasione di confronto all’indomani delle tragedie, ma si costituiscano in norma, perché la cooperazione tra i vari soggetti coinvolti diventi una buona prassi in grado di fare veramente prevenzione e non semplicemente constatare le emergenze”. “Mi auguro che la magistratura e gli organi preposti accertino in breve tempo responsabilità e eventuali inadempienze ancor più ora – conclude con una nota di polemica Vesco ritornando a riferirsi all’ennesimo tragico incidente avvenuto martedì nel ponente ligure – che si parla di ammorbidire le pene per i datori di lavoro che non rispettano le norme di messa in sicurezza dei luoghi di lavoro e dei propri lavoratori”.
Sull’incidente mortale, proseguono le indagini della magistratura. Il sostituto procuratore Filippo Maffeo di Imperia che sta conducendo l’inchiesta, ha effettuato ieri mattina un sopralluogo al cantiere imperiese nel tunnel dove è avvenuta la tragedia; con l’accusa di omicidio colposo aggravato risultano attualmente indagati il direttore dei lavori e responsabile della sicurezza del cantiere, il caposquadra e il manovratore dell’escavatore con il quale, secondo quanto è emerso dalle prime ricostruzioni, gli operai stavano assestando la centina di ferro utililizzata per armare la volta e che cedendo avrebbe colpito mortalmente Bortolo Strambini.