
Pietra Ligure. Tre su tre. E’ una vittoria netta quella ottenuta da Valeriani nel ricorso proposto dai consiglieri di minoranza Bonfiglio, Carrara, Cutturini e Mattea in merito a tre argomenti che molta eco hanno avuto negli ultimi giorni: il consiglio comunale del 15 luglio sospeso per malore del presidente Franco Bianchi, la decisione di permettere tempi di intervento doppi solo per i capigruppo di liste presenti alle elezioni, e la possibilità di delegare ai consiglieri alcune mansioni.
“La risposta della Prefettura ci è stata trasmessa ieri – commenta soddisfatto Valeriani – e rispecchia la posizione sempre espressa dall’attuale Amministrazione cittadina. In riferimento al Consiglio Comunale del 15 luglio, concluso purtroppo con un malore del Presidente del Consiglio Franco Bianchi, che aveva comportato una contestata verbalizzazione dell’ultima votazione sul nuovo Regolamento del Consiglio Comunale, come era prevedibile non è stata accolta la richiesta di rimettere in votazione l’argomento, potendo il Consiglio Comunale modificare l’esito numerico del voto dei consiglieri di minoranza”.
In merito alla modifica del Regolamento del Consiglio Comunale, attraverso la quale il beneficio del raddoppio dei tempi di intervento per il capogruppo viene confermato solo per i gruppi politici usciti dall’esito elettorale (e non per quelli creatisi dopo), la Prefettura ha riconosciuto che “trattasi di legittima decisione del Consiglio Comunale stesso”.
Terzo punto era la possibilità di delegare i consiglieri comunali per alcune funzioni: “Una possibilità espressamente prevista dallo Statuto Comunale di Pietra Ligure – spiega Valeriani – e la Prefettura ha riconosciuto che le deleghe assegnate non violano alcuna norma di legge”.
“Ringrazio il Prefetto Geraldina Basilicata per aver affrontato con rapidità gli argomenti in esame – conclude il sindaco, che esprime evidente soddisfazione che sia stata confermata la propria corretta intepretazione delle norme – Auspico ora che con i consiglieri di minoranza possa iniziare quella collaborazione necessaria, richiesta pubblicamente in più occasioni, nell’evidente interesse della cittadinanza tutta. Fino ad ora, la contrapposizione politica è parsa dettata da meri fini polemici anziché dall’utilità della dialettica politica”.