
[image:6122:r:s=1]Savona. “Con la giornata di oggi apriamo un percorso politico che ci porterà alle elezioni provinciali e comunali del 2009, che per noi hanno un’importanza strategica. Avviamo una discussione interna trasparente fondata sulle regole del nostro partito, per affrontare tutti nodi politici: in primis il programma, poi le alleanze e infine la scelta dei candidati. Questo è il cammino che proporrò all’assemblea, alla quale spetterà una decisione e che resta la nostra sede sovrana”. Così il segretario provinciale del partito Democratico Giovanni Lunardon a margine dell’apertura dei lavori dell’assemblea provinciale del PD, iniziata da pochi minuti alla scuola edile di Legino: presenti tutti gli esponenti principali del partito: da Carlo Ruggeri, Nino Miceli, Federico Berruti, Franco Vazio, Giovanna Risso, Michele Boffa, Carlo Scrivano, Fulvio Briano, Carlo Giacobbe e Antonello Tabbò. Unico grande assente, come annunciato, Marco Bertolotto, il quale si è tirato indietro nella corsa per Palazzo Nervi e che sembra intenzionato a lasciare definitivamente il PD dopo la polemica con il segretario Lunardon.
Secondo quanto riferito dai delegati presenti, non viene esclusa anche una possibile mozione di sfiducia del PD da presentare in sede di consiglio provinciale nei confronti dell’attuale presidente della Provincia. Ma sui rapporti con la componente cattolica e moderata: “Il PD è un partito nuovo, quindi bisogna costruire un’identità nuova basata su nuovi valori e ideali, l’unico modo è condividere regole comuni, come lo statuto del partito, che è la nostra stella polare e solo così potremo andare avanti. Questo vale anche per i cattolici democratici e i moderati: credo sia l’unica via per creare una casa comune dei riformisti savonesi”, afferma Lunardon.
E sulla possibilità di candidare un outsider, fuori dal mondo politico locale: “Ripeto, se ci sarà un solo candidato bene, altrimenti si svolgeranno le primarie come prevede lo statuto, non bisogna sdrammatizzare la procedura. Mi attengo al metodo, quindi, prima gli obiettivi programmatici, poi le alleanze, e infine i nomi…Bertolotto farà la sua scelta, il nodo per noi non è ancora sciolto, se lui si chiamerà fuori in maniera definitiva sarà una sua scelta e me ne dispiace…Adesso abbiamo delle questioni preliminari da affrontare. PD e Italia dei Valori sono cresciute alle ultime elezioni ma devono recuperare 10 punti, perciò il primo passo è come affrontare le prossime elezioni”.