
[thumb:2299:l]Savona. Sulle pagine di cronaca di un quotidiano nazionale, in data 8 giugno, sono stati presentati i dati di una tesi di laurea riguardante gli accessi del Pronto Soccorso delle Molinette di Torino che mettevano in evidenza la presunta sfiducia degli italiani verso i loro medici di famiglia.
Il direttivo della Fimmg savonese non si è meravigliato della notizia comparsa sul quotidiano. “Gli italiani che ritengono il loro medico non all’altezza dello specialista” affermano i responsabili della Fimmg, “non sanno (e di questa grossa carenza informativa incolpiamo tutto il sistema sanitario e i mezzi di comunicazione oltre ad una volontà politica mirata a destabilizzare un settore per governarlo) che oggi un medico di famiglia per poter accedere alle convenzioni deve essere in possesso del diploma del corso triennale di formazione che equivale ad una specializzazione.”
“Questo corso non viene però remunerato in maniera uguale a quello dei colleghi specializzandi, anzi il compenso è di circa la metà” spiega il dott. Gianmario Massazza vicesegretario provinciale Fimmg e portavoce di tutto il direttivo, “e non viene equiparato ad una specializzazione come per i nostri pari europei o americani e per questo motivo è sempre più difficile trovare studenti di Medicina che optino per questo lavoro.”
Il direttivo provinciale non si stupisce poi che dai dati emerga che le cure primarie territoriali siano incomplete e non coordinate. “Alcuni giorni fa in occasione della presentazione del nuovo assetto organizzativo sanitario dell’Asl 2 savonese abbiamo avuto modo di lodare il direttore generale e il direttore sanitario per la loro buona volontà” spiega il direttivo provinciale, “ma abbiamo anche avuto modo di dimostrare la nostra insoddisfazione per il perdurare, anche se in misura ridotta, della sperequazione degli investimenti tra ospedale e territorio e della ridotta partecipazione dei medici di famiglia nella gestione del territorio stesso. Da anni ripetiamo, che nonostante le promesse dello Stato e delle Regioni, gli investimenti in strutture, strumenti e personale non siano mai arrivati al territorio. Solo poche realtà hanno destinato risorse ai medici di Medicina Generale e solo con investimenti ed idee che partivano proprio dai medici.”
A livello nazionale, sotto la spinta della Fimmg, è in atto una profonda riflessione e riorganizzazione che permetterà di rifondare la Medicina Generale in modo da garantire sul territorio una continuità assistenziale per le 24 ore grazie alla collaborazione con i medici di Continuità Assistenziale. In questo momento di cambiamento radicale viene valutata positivamente l’esperienza della Asl savonese: la Regione Liguria ha infatti deciso di allagare sperimentalmente su tutto il territorio ligure il lavoro svolto dai Centri Salute del savonese.
“Tale servizio ha incontrato il pieno gradimento dei pazienti e rappresenta a tutt’oggi uno dei pochi esempi in Italia, se non l’unico, di reale presa in carico delle esigenze dei cittadini nell’ambito delle cure primarie” continua la Fimmg savonese. “Riteniamo che il successo di questa iniziativa, testimoniato in continuazione dai nostri pazienti, e che vede l’Asl e i medici di base impegnati con una reale sinergia di obbiettivi, sia proprio dovuto al felice connubio spazio-temporale che caratterizza l’offerta di questi servizi.” Già oggi è possibile affermare che le 2800 prestazioni di codici bianchi o verdi effettuate nel 2007 presso questi centri, solo nei giorni prefestivi e festivi, hanno evitato lunghe code ai pazienti nei Pronto Soccorso permettendo quindi ai medici ospedalieri di orientare la presa in carico di utenti con problemi più importanti.
“Infine” conclude il vicesegretario della Fimmg savonese, “se i dati che sono stati riportati nascondono l’ansia dei pazienti di ottenere esami subito saltando le liste d’attesa, soprattutto nelle grandi metropoli, questo è un problema che non si risolve screditando categorie che in altre indagini sappiamo essere apprezzate dai cittadini, ma investendo in attività come quella di Ascoli Piceno, Savona e altre concedendo a questi centri di continuità assistenziale canali diagnostici privilegiati per smaltire le urgenze. In ultimo se vogliamo che i cittadini mantengano una elevata fiducia nel medico di famiglia si potrebbe proporre agli studenti di Medicina di redigere tesi di laurea che parlino anche delle esperienze positive delle cure primarie e qui a Savona avrebbero certamente materiale in abbondanza.”