
Alassio. Limitare il numero degli ingressi all’arenile in rapporto alla superficie disponibile e subordinare la fruizione indiscriminata dei servizi essenziali (docce e servizi igienici) al pagamento di una modica somma, utile a finanziare il costo di eventuali addetti alla sicurezza. Questi gli interventi richiesti dal sindaco del Comune di Alassio, Enzo Canepa, per far fronte all’invasione di turisti che arrivano in Riviera con i “bus del mare” e mirati a tutelare le spiagge libere cittadine.
Il primo cittadino alassino ha inviato una lettera indirizzata al presidente della Regione Liguria Claudio Burlando, agli assessori regionali all’Urbanistica Gabriele Cascino e al Turismo Angelo Berlangieri ed alla Prefettura di Savona per segnalare le problematiche derivanti dal consistente afflusso di bagnanti diretti all’arenile libero.
“Ormai da alcuni anni – si legge nel documento – vengono organizzati servizi di trasporto, definiti ‘bus del mare’ dagli organi di informazione di massa, a seguito dei quali, specie nel fine settimana, vengono riversati sull’arenile flussi di bagnanti tali da creare una situazione di difficile gestione. Per di più è stato segnalato che alcune delle persone trasportate sarebbero solite consumare smodatamente bevande alcoliche con potenziale rischio per l’ordine pubblico”.
“Né la superficie delle spiagge, né le strutture igieniche poste a servizio dell’utenza – scrive Canepa – riescono a fronteggiare tale massivo utilizzo con le conseguenze di tipo relazionale, di sicurezza, sanitarie ed economiche che si possono facilmente immaginare”. Di qui la proposta di un intervento, anche sul fronte normativo, da parte delle autorità competenti a disciplina dell’uso dei beni pubblici, la cui funzione sociale rischia di essere vanificata dall’abuso nell’utilizzo.
“L’evolversi del panorama turistico della Liguria, che risente non poco dell’imperversante crisi economica – conclude la lettera – , ha ormai consolidato tali comportamenti negativi nell’uso dell’arenile posto a disposizione del pubblico gratuitamente, con grave danno per una fruibilità sostenibile dello stesso e per l’immagine della città di Alassio che, com’è noto, basa gran parte della propria economia sul turismo”.