Finale L. Un Consiglio comunale di Finale Ligure gremito, con la piccola sala insufficiente ad accogliere tutti i cittadini. Un Consiglio esclusivamente dedicato alla delicata questione della Piaggio Aero. Subito dopo l’appello il Consiglio comunale è stato sospeso per consentire ai consiglieri di ascoltare i rappresentanti sindacali. Presente anche il capogruppo di Forza Itala in Regione Marco Melgrati.
Alla fine del dibattito e della discussione, che ha visto una parte informale ed una formale sui documenti all’esame del parlamentino finalese: alla fine, nonostante qualche polemica, è prevalso lo spirito di unità nei confronti dell’occupazione e del progetto di riqualificazione delle aree con il sì unanime sui due ordini del giorno della maggioranza, mentre è stato respinto quello della minoranza.
Nel lungo Consiglio comunale il primo a prendere la parola è stato Andrea Pasa, segretario provinciale Fiom-Cgil: “Oggi è la dead line che l’azienda aveva fissato per rendere pubblica la decisione della Laer su dove sarà insediato lo stabilimento dell’azienda campana, ma non abbiamo ricevuto alcuna comunicazione. Noi pensiamo sia impensabile continuare a dire che entro ottobre sarà possibile avviare la produzione: non va sottovalutato che ad oggi per il nuovo stabilimento di Villanova mancano ancora numerose autorizzazioni e pare difficile che il trasferimento possa già avvenire da settembre come indicato dall’azienda”.
“Giovedì prossimo ci sarà l’ennesimo tavolo, ma senza nemmeno l’ufficializzazione dello stabilimento Laer non capiamo cosa ci potranno dire: l’azienda è disorganizzata sotto tutti i fronti, dalla gestione delle ferie obbligate ai lavoratori in vista del trasferimento, alla questione delle date stesse dell’inizio del lavoro a Villanova, alla gestione dei rapporti con i lavoratori e le istituzioni” conclude Pasa.
“La misura è colma, l’azienda non comunica nulla, non abbiamo incontri a breve. Non ci sentiamo rispettati – aggiunge Paola Boetto della Rsu – vogliamo risposte da parte dell’azienda, dobbiamo sapere dove finiranno i lavoratori al rientro dalle ferie, perché temiamo che alla fine salti fuori la cassa integrazione anche per i lavoratori di Finale. Il dialogo con il quale siamo andati avanti fino ad oggi non va più bene, chiediamo certezze” conclude Boetto.
I sindacati hanno anche rimarcato la questione delle incertezze sulle aree con il balletto tra i capannoni ex Fruttital e quelli ex Nordiconad.
Ha poi preso la parola Giovanni Ferrari, capo gruppo in Consiglio comunale ed esponente della minoranza: “Abbiamo chiesto come minoranza questa Consiglio perché il Comune e le passate amministrazioni hanno sempre salvaguardato la questione lavorativa, perché le due vertenze sono sempre state unite, sia quella dell’operazione urbanistica che quella industriale. L’unica leva in mano del Comune è la questione urbanistica, dobbiamo essere chiari e ribadire che le aree sono industriali e servono solo a quello scopo, non ad altro. Fronte comune sulla tutela del lavoro: se si trova una quadratura allora si ragionerà sul resto” conclude.
La seduta informale è poi proseguita con l’intervento di Simona Simonetti, esponente dell’opposizione: “Ribadisco che le minoranze, con estrazione molto diversa tra di noi, rappresentano comunque il 55% dei finalesi. Nella nostra proposta di Odg avevamo ipotizzato di minacciare l’azienda forzando sul futuro delle aree vincolandole alla destinazione industriale, mentre gli ordini del giorno proposti dalla maggioranza sono mosci come non si sono mai visti: dobbiamo essere ferrei, lo voto solo se la Rsu mi conferma la bontà di questo indirizzo” conclude la Simonetti.
Per l’opposizione l’ultimo a prendere la parola è stato il consigliere del M5S: “Prima di tutto questo Consiglio meritava di essere svolto in una sala più capiente, per dare a più cittadini possibile l’opportunità di assistervi. Il comune può fare molto e deve fare molto”.
“Mi spiace vedere che l’opposizione si accanisce su un Odg che noi non condividevamo solo per una frase – replica del capogruppo di maggioranza Delia Venerucci -, mentre noi in passato quando eravamo a parti invertite siamo sempre stati molto più collaborativi. Noi non volevamo rompere una linea di confronto, siamo sempre stati vicini ai lavoratori, il sindaco è sempre stato presente. Poteva essere una occasione per essere uniti a sostegno del lavoro e invece siamo riusciti a fare polemiche inutili”.
Ha poi preso la parola il primo cittadino Ugo Frascherelli, che racchiude i contenuti dei due documenti presentati dalla maggioranza: “Oggi vediamo una storia completamente diversa a quella sulle quale si basavano i discorsi di questi 13 anni: le aree di Finale non servono più a coprire i costi del nuovo stabilimento perché questo è stato sostenuto dal nuovo socio. Come sindaco ho partecipato a tutti i tavoli, la mia amministrazione sara sempre vicina ai lavoratori. Per quanto riguarda l’aspetto urbanistico deve costituire un rilancio turistico per la nostra città e sopratutto in considerazione del trasferimento di Piaggio Aero non possiamo permetterci che quelle aree diventino uno scheletro abbandonato, per questo dovremo discutere con il soggetto attuatore” conclude il sindaco finalese.