
Carcare. I giudici della Corte dei Conti della Liguria hanno condannato al risarcimento di oltre 13 mila euro, a favore del Ministero dell’Interno, un assistente capo della polizia, ora in congedo, in servizio alla sottosezione della stradale di Carcare. Il poliziotto, nonostante fosse in aspettativa per malattia e in forza alla polizia stradale, lavorava nell’impresa del padre.
L’agente della stradale era stato indagato e poi condannato per truffa ai danni dello stato, con pena poi condonata, in quanto era stato sorpreso a lavorare nelle ditta del padre.
Secondo la procura contabile, l’ex poliziotto “svolgeva attività’ lavorativa all’insaputa dell’Amministrazione di appartenenza, violando dolosamente, oltre alle norme in materia di incompatibilità’, il dovere proprio del lavoratore in aspettativa per malattia, che e’ quello di prendersi cura della propria salute al fine di ristabilirsi al piu’ presto e tornare in servizio, ripristinando cosi’ il rapporto sinallagmatico col datore di lavoro”.
La procura contabile ha chiesto il risarcimento per tutti gli stipendi, dall’agosto al dicembre del 2005, durante il quale era in aspettativa. Per i giudici “il sottufficiale, nell’astenersi dal lavoro senza una reale e adeguata causa di giustificazione, ha violato il fondamentale obbligo di servizio, cagionando alle pubbliche finanze un danno pari ai compensi da questa indebitamente erogati senza ricevere in cambio la corrispondente prestazione lavorativa”.