Regione. La legge 194 non si tocca. E’ questo il senso di un’ordine del giorno sottoscritto dai capigruppo del centrosinistra, primo firmatario Vincenzo Marco Nesci, approvato dal consiglio regionale della Liguria con 21 voti a favore, tre contrari e sei astenuti. Il documento, approvato al termine di un lungo dibattito, impegna la Giunta “a verificare e ad operare per una piena, coerente ed omogenea applicazione della legge 194/1978, nel rispetto della libertà e responsabilità della donna, anche alla luce dei progressi tecnico-scientifici, verificatisi in questi 30 anni”.
Hanno votato contro Giovanni Macchiavello (Per la Liguria- Sandro Biasotti) e i consiglieri di AN Vincenzo Gianni Plinio e Alessio Saso. Si sono astenuti Gino Garibaldi, Luigi Morgillo Matteo Rosso (FI), Roberta Gasco (Gruppo Misto), Luigi Patrone (Udc) e Franco Rocca (Per la Liguria- Sandro Biasotti). Nel contempo, il consiglio ha respinto, con 22 voti contrari e 7 voti favorevoli (centrodestra) la mozione di Plinio e Saso (AN) che impegnava il presidente della Giunta regionale a invitare il il Parlamento e il Governo a procedere ad un aggiornamento della 194. Respinto, con 22 voti contrari e 8 favorevoli, anche l’ordine del giorno (primo firmatario Plinio) che impegnava la Giunta a fissare nuovi limiti di tempo per l’aborto terapeutico, vietandolo dopo la ventiduesima settimana di gravidanza ,ed a porre divieto all’aborto selettivo in caso di una gravidanza gemellare, in assenza di reali problemi fisici della paziente. Con 19 voti contrari e 11 favorevoli (oltre al centrodestra, hanno votato a favore Luigi Patrone (Udc), Fabio Broglia e Roberta Gasco (Gruppo Misto) è stato respinto anche un altro ordine del giorno (primo firmatario Plinio) che impegnava la Giunta a contribuire all’installazione nelle città liguri di “culle per la vita”, e cioè moderni sportelli collegati con gli ospedali per accogliere i neonati partoriti e subito abbandonati.