
Liguria. Si è concluso senza segnalazioni il primo turno di monitoraggio 2014 di Ostreopsis ovata, la microalga divenuta famosa in Liguria nel 2005 e, da allora, studiata senza tregua da gruppi di ricerca internazionali.
“Sottoponiamo il Mar Ligure a 2500 controlli estivi per la balneazione – spiega Rossella D’Acqui, direttore scientifico di Arpal – e come Agenzia monitoriamo anche la presenza di quest’alga. Abbiamo suddiviso la costa in 13 aree; ogni due settimane, da giugno a settembre, i nostri tecnici effettuano sopralluoghi e campionamenti mirati”.
La soglia di riferimento individuata dal Ministero è di 10.000 cellule/litro: al di sopra di questo valore potrebbe verificarsi la fioritura dell’alga, cioè la riproduzione di questo organismo unicellulare delle dimensioni di pochi millesimi di millimetro.
“Ostreopsis ovata non prolifera lungo tutta la costa – prosegue D’Acqui – ma solo in alcuni punti circoscritti: predilige habitat molto contenuti, pozze d’acqua a basso ricambio idrico con presenza di scogli, pietre o altre macroalghe su cui aderire. Come concordato con gli altri attori del sistema pubblico (Asl, Comuni, Regione, Guardia Costiera, IZS, Carabinieri Subacquei), adottiamo un meccanismo previsionale per i punti potenzialmente favorevoli alla fioritura: sulla base dei campioni analizzati e delle previsioni meteomarine indichiamo una scala cromatica descrittiva della situazione. Da notare come le misure di prevenzione consistano, nei casi più gravi, soltanto nell’allontanarsi di qualche decina di metri dalle zone interessate dalla fioritura”.
Questo il codice-colore adottato da Arpal, pubblicato sul sito internet dell’Agenzia e presentato anche alla “Summer school ostreopsis”, che ha visto i nostri specialisti intervenire dal 2 al 4 giugno a Batroun, in Libano, nell’ambito del progetto europeo Enpi-M3habs “Risk Monitoring, Modelling and Mitigation of Benthic Harmful Algal Blooms along Mediterranean coasts”.