
Cairo. A Cairo tira aria di polemica anche per quanto riguarda il trasferimento della sede Anpi, definendo la destinazione un “nuovo e inadeguato locale dell’Oltrebormida”.
“Mi permetto di esprimere la mia sorpresa – esordisce Angelo Ghiso, ex membro dell’Anpi – per il fatto che a Cairo l’Amministrazione di sinistra abbia privato la nostra gloriosa Associazione Partigiana della propria sede di Corso Italia, affermando di non poter disporre di 3.900 euro all’anno per il pagamento dell’affitto di tre associazioni locali all’Arte, proprietaria dello stabile. E pensare che questa Amministrazione l’avevo vista bene, con entusiasmo che ora è sfumato a causa del trattamento avuto nei riguardi della Sede Anpi di Corso Italia, ed altro… (vedo molta arroganza)”.
“Il trasferimento nel nuovo ed inadeguato locale di Oltre Bormida – prosegue Ghiso – è stato comunque approvato dalla maggioranza dei presenti alla riunione di fine novembre, compreso il presidente, ad eccezione di quattro o cinque presenti che hanno sostenuto la mia tesi. In quella riunione soggiunsi che ‘tutto questo offende l’Anpi’, allora il presidente intervenne e concluse: “Non è vero che tutto questo offende l’Anpi. Nella nuova sede non ci starà tutto quello che c’è nelle stanze di corso Italia ma il locale è idoneo per svolgere l’attività della nostra associazione'”.
“A quel punto – continua Ghiso – presi pertanto la decisione di dimettermi dal Direttivo dell’Anpi e successivamente di uscire dall’associazione. Una decisione sofferta ma penso che si possano comprendere le ragioni della mia scelta, come uomo della Resistenza non posso accettare queste tre offese: la prima con il locale di corso Italia che l’Amministrazione comunale non poteva pagare 3.900 euro all’anno per difficoltà finanziarie; la seconda il locale lasciato libero dall’Agenzia delle entrate che diventerebbe deposito per i sacchetti della spazzatura; la terza i locali dell’Oltre Bormida lasciati liberi dalla Siae offerto allo Sci Club e la scarsa considerazione nei confronti dell’Anpi che rappresenta i ragazzi della Resistenza i quali hanno sofferto la fame, il freddo, hanno perso il sonno, le feroci torture nei campi di sterminio per regalarci la cosa più bella della vita: la libertà”.
Ghiso, poi, si rivolge direttamente a Fulvio Briano: “Signor sindaco, hai ripreso e rimproverato la minoranza in consiglio comunale perché ha protestato riguardo la sede degli Alpini nell’ex stazione Ffss di Cairo, accusandoli di calpestare la storia, ma qui si calpesta la storia della Resistenza, una storia unica di combattenti e cittadini che al fianco degli Alleati, per la prima volta nella storia d’Italia, ha dato giustizia, libertà e dignità al nostro Paese”.
“L’Amministrazione comunale di Cairo decide di non rinnovare il contratto d’affitto all’Arte per le sedi Anpi, Anmi, Anmil, per problemi finanziari. Vedo invece che per cani e gatti i soldi ci sono, nonostante le difficoltà finanziarie. Non sono contro gli animali, anzi li ho sempre rispettati, ma vedo che si sono stanziati 8.500 euro per cani e gatti e non hanno trovato 3.900 euro per la sede Anpi”, conclude Angelo Ghiso.