
Finale L. “Danneggiamenti, devastazioni, maleducazione, terra di nessuno, così è stata raccontata dai media Finale nel primo week-end di giugno. Invitiamo calorosamente la nuova amministrazione e l’intero consiglio comunale a praticare maggiormente il territorio e ci mettiamo a disposizione per accompagnare i neoletti a fare un giro in Stazione – Finanza e periferia nelle ore notturne o al primo mattino dei fine settimana estivi”, è il duro esordio della nota diffusa dal circolo finalese di Sel.
“Al di là di apprezzabili ‘piani strategici’ – continuano – ed altri voli pindarici proposti alla cittadinanza in periodo elettorale per un futuro roseo all’insegna del turismo per 360 giorni all’anno e alla riconquista delle posizioni perse dalla nostra cittadina nel panorama turistico vorremmo riportare, umilmente, sulla terra gli amministratori per fargli conoscere una realtà che solo praticando il territorio (un po’ più in là della piazza o delle vie principali) possono appurare”.
“Una realtà nella quale una moltitudine di persone, con poche possibilità economiche, aspetta il fine settimana per concedersi un po’ di sole e mare. Spesso e volentieri si riversano nella nostra cittadina gruppi di giovani e balordi di ogni tipo che sono uno spaccato del degrado e della crisi economica che sta attanagliando la nostra società. Giovani e giovanissimi (come nel caso dei partecipanti al rave di sabato scorso) dediti al consumo ed all’abuso di alcool e droghe che scorrazzano per il nostro paese in preda ai fumi di suddette sostanze e al di fuori di ogni controllo”, riflettono dal circolo.
“Un fenomeno grave, non estemporaneo, che si ripete di anno in anno e, da sempre, viene sottovalutato da chi si trova ad amministrare e non conosce a fondo la realtà cosiddetta “turistica” che peggiora di anno in anno. Il nostro vuole esser un intervento assolutamente costruttivo e al di fuori di ogni polemica e, ribadiamo, ci mettiamo a disposizione per collaborare alla ricerca di soluzioni che consentano quel minimo di vivibilità (anche per i finalesi e le attività che si trovano sole nel fronteggiare situazioni ad alto coefficiente di rischio) che è la premessa necessaria per tornare a fare il turismo da tutti auspicato ma da pochi conosciuto”, concludono da Sel Finale.