
Genova. Inchiesta sullo smaltimento illecito di ceneri di carbone provenienti dalla centrale Tirreno Power di Vado Ligure: la Dda di Genova ha concluso le indagini. Nei giorni scorsi il pm Giovanni Arena ha infatti notificato il fine indagine a nove persone. Tra gli indagati figura anche l’ex capocentrale dell’impianto vadese Pasquale D’Elia, ma ci sono anche Aldo Foce, responsabile del settore materie prime e combustibili, un consulente per l’ambiente e la sicurezza della ditta Dellatorre di Narzole, i due soci e gestori della società omonima e due componenti del consiglio di amministrazione della ditta di intermediazione Suprema srl di San Gillio (Torino). L’accusa è, in concorso ed a vario titolo, di attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti e sversamento di ceneri.
Secondo l’accusa, tra il novembre del 2011 e il febbraio 2013, un ingente quantitativo di ceneri di carbone provenienti dalla centrale di Vado sarebbe stato smaltito illecitamente. In particolare oltre 27 mila tonnellate di ceneri di carbone sono state interrate come riempimento a Narzole, nel Cuneese, in una zona a ridosso del Tanaro dove è in costruzione un centro sportivo collegato a una struttura alberghiera. Un’accusa che i titolari dell’impianto hanno respinto precisando che quella non sarebbe una discarica di “rifiuti”. Il materiale utilizzato non sarebbe infatti pericoloso e sarebbe stato smaltito con le dovute autorizzazioni.