
“L’unico testo ufficiale, di fonte governativa, a proposito di autorità portuali e delle questioni di cui si sta dibattendo ormai da alcune settimane, è la lettera del Presidente del Consiglio Renzi e della Ministra Marianna Madia, inviata ai dipendenti pubblici per ricevere considerazioni, proposte, suggerimenti sulle linee guida che il Governo si è dato per intervenire sulla pubblica amministrazione”. Lo ricorda la parlamentare del Pd Anna Giacobbe in una nota, riferendosi all’accesa discussione sul possibile accorpamento delle Autorità Portuali di Savona e genova, che hanno portato alla creazione di una vera e propria campagna di protesta con l’hashtag #giùlemanidalporto.
“La consultazione, aperta dal 30 aprile, avrà termine il 30 maggio – spiega Giacobbe – Nei giorni successivi il Governo predisporrà le misure che saranno approvate dal Consiglio dei Ministri venerdì 13 giugno 2014”.
Le linee guida sono tre, la seconda delle quali è Tagli agli sprechi e riorganizzazione dell’Amministrazione. “Tra i tagli agli sprechi, al punto 31 è indicata la ‘razionalizzazione delle autorità portuali’. Niente di più – rimarca Anna Giacobbe – Ma proprio della data del 13 giugno si parla per la presentazione delle decisioni del Governo sulle autorità portuali. Quindi questo è davvero il contenitore e il ‘taglio’ delle decisioni che si profilano. Traffici, infrastrutture, competitività, sinergie, ecc. non sono argomento; almeno così pare”.
“La riforma della pubblica amministrazione è una cosa molto seria, una vera rivoluzione – continua la parlamentare – Allo stesso modo, la riorganizzazione degli strumenti di governo, indirizzo, gestione dei una delle attività economiche più rilevanti per il Paese, e soprattutto per la Liguria, è davvero strategica. Ma affrontare le cose in questo modo non serve: non a Savona, ma neppure alla Liguria”.
La presa di posizione di Giacobbe è netta: “Un porto di Savona Vado che funzioni, che sia integrato con il territorio di riferimento, che porti a termine i programmi di investimento in corso e li voglia fare valere come parte dei criteri con cui viene classificato, è più utile alle politiche di integrazione dei porti liguri, allo sforzo comune per avere le infrastrutture a terra necessarie e per attirare traffici. Serve di più a tutti”.
“Riportiamo questa discussione nel suo terreno giusto – è l’invito di Anna Giacobbe – ne avrà beneficio la portualità ligure e l’obiettivo di superare rendite di posizione e arretratezze. Perchè non cominciamo a fare qualche passo in avanti nel dire che cosa intendiamo concretamente per integrazione e sinergie?”.
“Possiamo prendere in considerazione una sede di governo del sistema dei porti liguri – conclude Giacobbe – Ma non rinunciamo a difendere le ragioni per cui oggi continuiamo a rifiutare un logica di mero accorpamento all’A.P. di Genova, a maggior ragione per la forma e la sede in cui viene prospettata”.