
Savona. Sei mesi di reclusione in abbreviato. E’ la condanna inflitta in udienza preliminare dal giudice Donatella Aschero al ventiquattrenne savonese, A.P., che nell’agosto di un anno fa era finito ai domiciliari con l’accusa di stalking verso la ex fidanzata. Il ragazzo, che era difeso dagli avvocati Fabrizio Vincenzi e Daniela Giaccardi, è stato invece assolto dall’accusa di tentata violenza sessuale sempre nei confronti della giovane.
Il ventiquattrenne aveva sempre negato che vi fossero stati schiaffeggiamenti, aggressioni oppure comportamenti persecutori. Davanti al gip il presunto stalker aveva precisato che tra lui e la ragazza c’erano state solo delle discussioni nella fase di rottura del rapporto. Una versione dei fatti che è stata ribadita dai suoi legali anche durante la discussione del procedimento. La difesa ha anche evidenziato l’assenza di referti che potessero provare le violenze che la ex, una ventenne, aveva denunciato di aver subito. Anche i messaggi e gli sms letti davanti al giudice non avrebbero fatto emergere minacce o insulti gravi e, di conseguenza, secondo i difensori non ci sarebbero stati i presupposti per contestare lo stalking.
L’arresto del ragazzo era scattato perché A.P. non era nuovo a coinvolgimenti in episodi simili: quattro anni prima infatti era stato colpito da un divieto di avvicinamento alla sua ex fidanzata di allora, nei confronti della quale secondo l’accusa era diventato troppo asfissiante. Visto il precedente, quando era arrivata la nuova denuncia, il gip aveva ritenuto opportuno applicare la misura cautelare degli arresti domiciliari.
Sull’episodio più recente, quello discusso stamattina, i difensori hanno più volte ricordato a dimostrazione dell’esistenza di un rapporto sereno, che i due ragazzi erano andati in vacanza insieme poco prima di lasciarsi. Poi lui avrebbe “mollato” lei e subito dopo era scattata la querela. Quanto al caso precedente, si era invece chiuso con una remissione delle querele (i due ragazzi si erano infatti denunciati a vicenda).