
Albenga. “Liste d’attesa interminabili per l’Rsa, che tolgono a tante persone, soprattutto anziani non autosufficienti, il diritto alla salute previsto dalla Costituzione, garantibile solo attraverso la continuità delle terapie”. La denuncia arriva dall’ex assessore ingauno Eraldo Ciangherotti, che ha deciso di lanciare un appello al ministro Lorenzin.
“Sono una sessantina di albenganesi che escono dai reparti ospedalieri e non trovano un posto letto in Rsa per lungodegenza e riabilitazione, rinunciando a ricevere cure continue per arrivare alla guarigione o per far fronte alla patologie croniche. Ecco uno dei più grandi disagi che colpisce da tempo una ampia fetta di popolazione ingauna – racconta Ciangherotti – Ad Albenga, ad oggi, vi sono una Rsa post acuti e una Rsa di mantenimento. Strano ma vero, sono soltanto 12 i posti disponibili all’Rsa post acuti, per una popolazione di oltre 50 mila persone tra città capoluogo ed entroterra. Ben una quarantina gli anziani in lista di attesa per l’Rsa post acuti che non possono essere assistiti adeguatamente perché non ci sono posti liberi nella struttura dell’Rsa. La mancanza di posti letto si fa sentire anche per l’Rsa di mantenimento, dove una ventina di pazienti non autosufficienti gravi non trova posto e rinuncia a tutte quelle terapie di mantenimento che un’equipe medico-specialistica sarebbe in grado di mettere in atto”.
Ciangherotti lancia quindi un appello oltre che alle istituzioni regionali, anche al Ministro della sanità Lorenzin: “Si intervenga con forza per risolvere i problemi organizzativi di accoglienza che pesano, ad Albenga, sulle famiglie per i malati, spesso anziani, non più in grado di curarsi da soli. Perché, ad Albenga, pazienti che escono dall’ospedale e hanno bisogno ancora di assistenza medica post acuta non trovano posto in Rsa per diverse settimane. Sono costretti ad andare a casa e ad aspettare oltre un mese, un mese e mezzo prima di avere la possibilità di accedere al servizio di cura, rinunciando alle terapie professionali. Oltre a loro ci sono i pazienti che hanno bisogno di mantenimento e che sono circa una ventina a chiedere ricovero”.
“Siccome alla Residenza Protetta dell’Istituto D. Trincheri, convenzionata con ASL2 per 80 posti letto, (anche se, dopo gli ultimi tagli della spending review, ne vengono pagati sulla carta 74 e, ad oggi, realmente coperti solo 67) vi sono ben 7 posti letto liberi, perché non occuparli con pazienti in lista di attesa per l’Rsa di mantenimento? – chiede l’ex assessore – Vi sono accreditati due moduli di 25 posti letto l’uno, come Rsa di mantenimento, al Trincheri. Perché questi anziani non autosufficienti che hanno bisogno di cure e restano in lista di attesa per numerose settimane non possono essere ricoverate anche per breve periodo al secondo piano del Trincheri, nell’attesa di essere inserite nell’Rsa di mantenimento che ha sede al IV^ piano? La cosa pare possibile senza bisogno di ulteriori formalità burocratiche, semplicemente con una comunicazione scritta da parte dell’ASL, proprio perché l’Istituto è già accreditato dalla Regione Liguria per tale servizio. Sarebbe un modo immediato per alleggerire le liste di attesa di un servizio vitale per la salute della gente”.
L’appello è stato quindi raccolto dal consigliere regionale di Forza Italia Matteo Rosso, vice presidente della Commissione Sanità, e da Marco Melgrati, Capogruppo di Forza Italia in Regione. Fanno sapere, di aver presentato un interrogazione urgente e spiegano: “Il problema è molto serio se si pensa che in questo modo viene leso il diritto sancito dalla Costituzione alla cura ed alla Salute delle persone, e porta molti a rinunciare alle cure continue necessarie per arrivare alla guarigione o per far fronte alle loro patologie croniche. E come accade al Albenga probabilmente la stessa critica situazione la si vive in altre realtà della Liguria”.
“A questo punto noi chiediamo spiegazioni sia per quanto riguarda la situazione di Albenga e sia per quanto concerne tutto il territorio. La proposta è che si faccia uno screening di tutte le strutture regionali che potrebbero accogliere i pazienti in lista d’attesa per essere ricoverati in Rsa e capire se vi sono posti liberi dove si potrebbero accogliere queste persone garantendo loro le cure necessarie”, concludono Rosso e Melgrati.