
Savona. Savona, con Taranto, Livorno, Ravenna e Venezia, è tra i cinque porti italiani che prendono parte a BreakBulk Europe 2014, in corso fino a domani ad Anversa, in Belgio. I numeri dicono: 330 espositori presenti, 35 Paesi rappresentati, una ventina di porti specializzati in traffici rinfusieri in cerca di promozione.
Forte l’interesse per Savona da parte di linee marittime e traders, e avviati anche contatti interessanti per il settore ro-ro con la Tunisia che sta cercando alternative da aggiungere agli scali del Nord Tirreno creando nuove linee con i porti nordafricani.
Interesse concentrato sulle rinfuse solide (dry bulk) che unitamente alle liquide (liquid bulk) rappresentano per l’Italia (dati 2012 dell’Università Bocconi) un flusso in import pari a 89 miliardi e in export per 23 miliardi, con i prodotti petroliferi in testa seguiti dai derivati della raffinazione del petrolio.
Savona, insieme al bacino di Vado Ligure, è il secondo porto dopo Genova nel Nord Tirreno per tonnellate di petrolio sbarcate nel 2013, confermando il trend positivo anche alla fine del primo quadrimestre dell’anno in corso con un incremento complessivo del +7,6%, sintesi del +2,2% nei traffici di greggio e del +84% di prodotti raffinati. Primo porto nel Nord Tirreno per il carbone, Savona nell’ultimo biennio ha superato quota 2 milioni di tonnellate annue sbarcate, con un trend che dovrebbe rimanere sostanzialmente analogo nell’ anno in corso. Infatti, nonostante la chiusura, tuttora in corso, imposta dalla magistratura a Tirreno Power sono state oltre 600 mila le tonnellate sbarcate nei primi 4 mesi del 2014.
Il segmento delle rinfuse liquide rappresenta il 40% del traffico marittimo nazionale ma è fortemente condizionato dall’andamento della produzione industriale italiana e dalla domanda di energia. E ad alcuni settori industriali si lega anche il comparto delle dry bulk, quali la siderurgia, che pur avendo vissuto la contrazione dei siti produttivi, mantiene una forte concentrazione delle produzioni nel Nord Ovest, di fatto “aiutando ” i porti dell’arco tirrenico settentrionale a crescere.
Savona Terminals del Gruppo Campostano, leader per movimentazione e stoccaggio di semilavorati e prodotti finiti, rinfuse ferrose e rottame di ferro, ha visto salire ancora la percentuale dei traffici nel primo scorcio 2014 di quasi 9 punti con gli acciai a +23%. E il Terminal Alti Fondali Savona, tra gennaio ed aprile di quest’anno ha registrato un +8,7%.
Come già recentemente emerso, anche ad Anversa le previsioni tendono a definire “stabili” i traffici di petrolio greggio nel Nord Tirreno, mentre per il porto di Savona i recenti ammodernamenti dei depositi costieri (Total Erg) e la realizzazione delle nuove banchine (Exxon/Mobil e Petrolig) nell’ambito della costruzione della piattaforma multipurpose di Vado fanno prevedere un imminente sviluppo nei traffici in export di prodotti raffinati e oli lubrificanti.
“Nel 2014 si chiudono alcuni importanti investimenti fatti dai nostri terminalisti e diventeranno operative le infrastrutture realizzate -commenta il presidente dell’Autorita Portuale di Savona Gian Luigi Miazza, presente all’evento fieristico unitamente all’imprenditore Ettore Campostano- . Mi riferisco principalmente a quanto fatto da Monfer e Depositi Costieri e dal gruppo Campostano. Per il prossimo futuro sono previsti altri investimenti con impegni sostenuti direttamente da diversi operatori portuali . Questa é l’ulteriore testimonianza della vivacità imprenditoriale del nostro scalo che continua nel suo processo di crescita grazie ad operatori attenti alle dinamiche economiche nazionali e internazionali e con una determinata volontà di continuare a credere nel porto di Savona” .