
Alassio. Un marocchino di 37 anni, Hamid El Salmi, è finito in manette per furto aggravato e violazione di sigillo dalla Polizia di Alassio. Il materiale oggetto del furto, un’impastatrice, si trovava (seconda la denuncia) all’interno del chiosco dello stabilimento balneare “Zero beach”, in via Giancardi, la cui area risulta gravata da sequestro disposto dall’autorità giudiziaria per presunte violazioni edilizie.
La pattuglia del Commissariato della Polizia di Alassio è intervenuta nell’immediato sul posto, intercettando e bloccando lungo la strada che risale verso la strada Aurelia un’Opel Zafira, guidata da Hamid El Salmi, sulla quale era stata caricata la macchina impastatrice. A bordo dell’autovettura c’erano anche i due figli di 6 e 7 anni (che sono poi stati affidati alla madre).
Gli investigatori del Commissariato hanno poi accertato che l’uomo (condannato per ricettazione e con precedenti di polizia per ingiurie, percosse, minaccia e danneggiamento) ed un suo complice, non ancora individuato, poco prima si erano introdotti all’interno del chiosco dello stabilimento balneare, si erano impossessati della impastatrice e, servendosi di un carrello, l’avevano caricata sulla Opel.
Il macchinario, del valore commerciale di circa 3.000 euro, è stato riconosciuto come proprio dal gestore dello stabilimento, al quale è stato restituito.
Il 37enne marocchino è stato quindi arrestato per furto aggravato e violazione di sigillo (l’immobile è sottoposto a sequestro) in concorso con altra persona, per la quale sono in corso indagini finalizzate alla sua identificazione.
Questa mattina l’uomo è stato processato per direttissima e durante l’udienza l’arresto è stato convalidato. El Salmi, che era difeso dall’avvocato Gianmaria Gandolfo, ha scelto di patteggiare una pena di 2 mesi e 20 giorni e 80 euro di multa con la sospensione condizionale della pena. Davanti al giudice l’imputato ha negato che l’impastatrice fosse dentro al locale: “Era fuori, in mezzo alla strada e allora l’ho presa”.