
[thumb:5839:l]Genova. “Quando da ministro mi occupai dei lavori per il porto di Gioia Tauro, la Dia ci diceva chi si poteva fare accedere alle gare in base alle pendenze penali perché lì c’era una situazione particolare. Se anche qui in Liguria dobbiamo essere protetti, che qualcuno ce lo dica”.
Così il presidente della Regione Liguria Claudio Burlando ha commentato alcune critiche della minoranza di centrodestra nella discussione sui riflessi della inchieste sugli appalti per le mense in Regione. Burlando ha fatto riferimento in particolare al presunto coinvolgimento della società di bonifiche ambientali EcoGe dell’imprenditore Mamone. Dapprima, Burlando ha precisato che “a chiamare la EcoGe ad occuparsi della bonifica della Stoppani é stata la stessa Stoppani, non la Regione”.
Poi ha aggiunto: “non sta a noi dire se la EcoGe può o meno partecipare alle gare. Se dobbiamo essere protetti qualcuno ce lo dica. Per fare le gare servono dei titoli senza i quali non si partecipa”.Il presidente ha anche difeso i vertici della Filse, la finanziaria regionale, criticati da Gianni Plinio e Matteo Rosso: “gli amministratori di Filse – ha detto Burlando – incontrano gli imprenditori che vogliono essere ricevuti, mi sembra una cosa normale. In una intercettazione il presidente ha invitato uno di questi di fare un’offerta. Quell’imprenditore l’ ha fatta ed è arrivato terzo, per cui l’ha persa. Non vedo dove stia il problema”.
Alla fine Burlando ha rinfacciato al centrodestra il fatto “che nessuno di noi ha mai chiesto ad enti coinvolti in vicende giudiziarie, anche della vostra parte politica, che cosa devono fare”. Burlando ha quindi citato “due ex assessori del centrodestra, uno condannato e uno indagato, le amministrazioni di Taggia e Sanremo, di cui è meglio non parlare – ha detto -, il senatore di Forza Italia rinviato a giudizio insieme con l’ex banchiere Fiorani”.