
[thumb:4057:l]Regione. Ferme restando le competenze proprie della magistratura, la commissione consiliare controlli (la VII) verificherà “a norma del Regolamento interno la trasparenza e la correttezza dell’azione regionale e degli enti partecipati della Regione o, comunque appartenenti al sistema regionale allargato, acquisendo a tal fine gli atti posti in essere che riguardano aziende o persone a vario titolo coinvolte nella vicenda” degli appalti mense.
La risoluzione è stata presa con la votazione unanime di un ordine del giorno presentato dal centro destra (primo firmatario Vincenzo Gianni Plinio, capogruppo di Alleanza Nazionale). Per il centro sinistra la decisione di votare il documento dell’opposizione era stata comunicata da Ubaldo Benvenuti (L’Ulivo) affermando che l’atteggiamento della maggioranza non è quello di “far finta di niente di fronte allo scandalo, ma la contrario di fare il massimo di chiarezza e di pulizia”. La commissione controlli è presieduta da un esponente dell’opposizione: Alessio Saso (Alleanza Nazionale).
Nella discussione sono intervenuti, oltre a Plinio e Benvenuti, Matteo Rosso (Forza Italia), Vincenzo Nesci (Partito della Rifondazione comunista – Sinistra europea), Francesco Bruzzone (Lega Nord Liguria-Padania), Cristina Morelli (Verdi), Alessio Saso (Alleanza Nazionale), Fabio Broglia (Gruppo Misto).
Il centro destra ha chiesto le dimissioni del sindaco Vincenzi e del presidente della Regione definendole “un passo indietro necessario per ridare fiducia nelle istituzioni». Secondo gli esponenti dell’opposizione, Regione, Filse e Asl sono «pesantemente coinvolti” nello scandalo.
Luigi Morgillo (vicepresidente del Consiglio Forza Italia) ha lamentato la pubblicazione negli atti giudiziari dei nomi di persone che non risulta abbiano alcun coinvolgimento nelle indagini e ha rimarcato come un problema il fatto che in Liguria e a Genova tutto il potere si concentri nelle mani di un solo partito, il Pd.
Per la Giunta ha replicato il presidente Claudio Burlando: “Per quanto riguarda il nostro ente e il sistema regionale allargato l’unico toccato nell’inchiesta è il direttore amministrativo dell’Asl 2 che ha prontamente rimesso l’incarico in attesa degli esiti delle indagini. Per il resto, sia nel lavoro degli uffici che della Filse per il momento non emergono comportamenti scorretti. Sono ben altre le vicende che generano sospetti, come il fatto che la cartolarizzazione dei beni delle Asl a noi abbia fruttato 203 milioni di euro mentre quei beni, nella passata legislatura, erano stati valutati 80 milioni di euro”. Per quanto riguarda la intercettazioni in cui si parla di un’auto blu che accompagnava a scuola il figlio di un certo Claudio, il presidente Burlando ha invitato il Presidente del Consiglio Giacomo Ronzitti a fare tutte le verifiche del caso, acquisendo dal servizio autisti la necessaria documentazione, certo che non si trattasse di suo figlio diciassettenne. Burlando ha ricordato inoltre che quel giorno le scuole erano chiuse. Il Presidente del Consiglio regionale Giacomo Ronzitti ha accolto la richiesta.