
Vado Ligure/Quiliano. Ieri pomeriggio i vigili del fuoco hanno effettuato un sopralluogo all’interno del parco carbone della centrale termoelettrica di Tirreno Power. L’ispezione è stata richiesta della Procura di Savona a seguito dell’istanza presentata da Tirreno Power in merito al rischio di ossidazione del carbonile con conseguente possibilità che si verifichi un incendio.
Nel fonogramma inviato dai vigili del fuoco ai Sindaci di Vado e Quiliano, oltre che alla Procura, si legge che allo stato attuale “non si evidenziano situazioni di immediato pericolo. Tuttavia, stante la tipologia del combustibile non si esclude la possibilità di sviluppi che, se non adeguatamente monitorati e controllati, possano diventare pericolosi”.
Immediata la presa d’atto dei due sindaci che questa mattina hanno emesso un ordinanza nella quale obbligano l’azienda a mettere in pratica tutto quello previsto dai tecnici dei vigili del fuoco.
L’azienda avrà tre giorni di tempo per attivare i monitoraggi del CO nei bunker e prevedere un sistema di abbattimento dei livelli di ossido di carbone con gas inerte, rimuovere il carbone contenuto nei mulini e nelle tubazioni, provvedere alla movimentazione del materiale presente nel carbonile.
I comuni avvertono inoltre che “Tirreno Power, in caso di incidente sarà ritenuta responsabile, civilmente e penalmente, di eventuali danni che potessero verificarsi in conseguenza o a causa delle mancata attuazione dei provvedimenti ordinati”.
Resta da capire se adesso che i vigili del fuoco hanno riscontrato il pericolo, così come esposto dall’azienda elettrica, cosa deciderà di fare il Tribunale di Savona in merito alla richiesta di poter riaccendere i gruppi in modo da consumare il carbone presente all’esterno della centrale, circa 80 mila tonnellate, che potrebbero essere “bruciati” in circa 20 giorni.