
[thumb:4191:l]Regione. In Vaticano prevale ancora un sentimento di “sorpresa” per quanto emerso dall’inchiesta di Genova sugli appalti alle mense e in particolare per la citazione in alcune intercettazioni dei nomi del Segretario di stato ed arcivescovo emerito di Genova Tarcisio Bertone e dell’attuale arcivescovo, Angelo Bagnasco: a dirlo è mons. Domenico Calcagno, ex vescovo di Savona e oggi segretario dell’Apsa, l’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica.
“E’ stata certamente una sorpresa – ha detto – che nessuno di noi poteva immaginare e ci auguriamo che l’inchiesta confermi che i nomi di Bagnasco e Bertone siano stati solo abusati”. “Non so che fondamento possano avere quelle affermazioni”, ha detto ancora il vescovo riferendosi alle intercettazioni, precisando di non aver seguito la questione da vicino.
Calcagno ha anche precisato di aver conosciuto il presidente dell’ospedale Bambino Gesù, Giuseppe Profiti, attualmente agli arresti domiciliari, “solo quando è stato chiamato a Roma, perché, pur essendo io di Genova, non ne ho mai avuto occasione”. Secondo Calcagno, infine, la solidarietà a Profiti espressa ufficialmente nei giorni scorsi dalla Santa Sede con un comunicato, “va interpretata come una riconferma della fiducia che gli era stata accordata nello stesso momento in cui era stato chiamato a Roma, al Bambino Gesù; un sostegno basato sulla fiducia nella persona”.
Della vicenda non ha fatto alcun accenno, nella sua relazione, il presidente della Conferenza episcopale italiana, arcivescovo di Genova, card. Angelo Bagnasco, il cui nome è citato nelle intercettazioni. Una dura condanna degli abusi nella pubblicazione di nomi captati in intercettazioni telefoniche era stata fatta nel settembre 2005 dal card. Camillo Ruini, durante un consiglio permanente della Cei. Il poporato aveva parlato in riferimento ad indagini che avevano coinvolto l’allora governatore della Banca di Italia, Antonio Fazio.