
Genova. Mentre alla Piaggio Aero di Finale Ligure si attende l’esito dell’incontro al ministero del 15 aprile, nello stabilimento genovese continua a prevalere la linea dura. Un mandato semplice e chiaro quello che la doppia assemblea che si è tenuta oggi nella mensa dello stabilimento di Sestri ha dato alla delegazione che il 15 scenderà a Roma per affrontare la delicatissima vertenza che riguarda la multinazionale aeronautica: “Via gli esuberi e la chiusura dello stabilimento di Sestri ponente dal piano industriale prima di qualsiasi altra discussione sugli ammortizzatori”.
Una mozione votata all’unanimità dai dipendenti genovesi della Piaggio che ora esplicitamente appoggiano la linea di fermezza proposta dalla Fiom. Non a caso all’assemblea, dove erano presenti le rsu di tutte le sigle, l’unica segreteria regionale al tavolo è stata quella della Cgil, rappresentata dal suo segretario Bruno Manganaro.
Che la tensione sia alta, anche all’interno del capannone di Sestri è evidente già dal fatto che sono stati i lavoratori (con 200 firme raccolte in meno di 48 ore) a chiedere alle rsu un’assemblea urgente per discutere la linea da tenere a Roma, soprattutto dopo che è diventata quasi ufficiale l’acquisizione da parte del fondo di Abu Dabi della maggioranza delle azioni di Piaggio, che aprirebbe la strada al rinnovo degli ammortizzatori sociali per altri 4 anni.
Ma se per le segreterie di Uilm e Fim Cisl andare a Roma e firmare il rinnovo della cassa integrazione sarebbe una sorta di primo passo per andare poi a discutere il piano industriale, la Fiom (e anche i lavoratori di Sestri, come esplicitato dal voto di oggi) non ci stanno: “I lavoratori di Genova ci hanno dato a questo punto un mandato preciso – dice Manganaro – e nessuno ora può andare a Roma a firmare la cassa integrazione senza il ritiro degli esuberi”.
Domani mattina una delegazione di lavoratori e sindacalisti sarà ricevuta a Tursi dall’assessore allo Sviluppo economico Francesco Oddone: “Gli spiegheremo qual’è la posizione ufficiale dello stabilimento di Genova e chiederanno al sindacato di venire a Roma con lo stesso mandato”.
E a Roma molto probabilmente non andranno solo i sindacalisti e le istituzioni. Nelle assemblee di oggi, con un voto separato rispetto alla mozione principale, è stato approvato a maggioranza la proposta di organizzare un paio di pullman da Genova per organizzare un presidio sotto la sede del Ministero. Molto probabile quindi, che nei prossimi giorni sia dichiarato uno sciopero per quella giornata. L’appuntamento è alle 15 di martedì prossimo.
“A seguito del piano industriale presentato dall’azienda, la vertenza della Piaggio si presenta complicata e difficile,per questo non servono in questa fase fughe in avanti che rischiano di disorientare i lavoratori in una logica di “muoia Sansone con tutti i Filistei” – afferma Antonio Apa, segretario generale Uilm Liguria -. Alla Uilm non interessa partecipare a questa gara. Più significativamente la nostra preoccupazione è far si che la Piaggio non abbandoni il territorio genovese, questo lo si fa trovando un giusto equilibrio al tavolo della trattativa a partire dall’incontro fissato il 15 aprile al Ministero dello Sviluppo Economico, tra il mantenimento dei siti industriali e la soluzione dei problemi occupazionali”.
“Le facili scorciatoie le lasciamo ad altri, la crisi è sotto gli occhi di tutti e sta decimando parecchie imprese nel nostro paese, per questo è necessario non giocare allo sfascio, ma avere nervi saldi nella salvaguardia di questi importanti presidi industriali e nella difesa dei posti di lavoro. Questo è il nostro compito, lo faremo nell’interesse dei lavoratori” conclude l’esponente della Uilm.