
Vado. I valori di PM10 di Vado, Quiliano e Varaldo dal 27 dicembre 2013 al 17 gennaio 2014 rimangono sotto i 40 µg/m3. I valori misurati dalle stesse centraline nel periodo dal 12 marzo 2014 al 30 marzo 2014 superano i 50 µg/m3. In questi due casi la centrale non era in funzione, ma anche per le rilevazioni dal 1 dicembre 2013 al 30 marzo 2014 (con la centrale operativa) i numeri non cambiano, con le polveri che calano in corrispondenza delle giornate più piovose.
Anche dalle analisi Arpal sulla qualità dell’aria, rilevate dalle centraline, i dati sull’inquinamento atmosferico nel comprensorio vadese non sono cambiati, sia con la centrale a carbone attiva, quanto con il sito di Tirreno Power spento (dal 27 dicembre al 17 gennaio per il problema degli oli combustibili e dal 12 marzo scorso a seguito del sequestro preventivo disposto dall’autorità giudiziaria).
“La qualità dell’aria viene definita sulla base dei parametri chimici monitorati secondo le modalità individuate dal DLgs 155/2010, che stabilisce dove, come, cosa e per quanto tempo misurare – spiega Gino Vestri, direttore del dipartimento Arpal di Savona – i limiti delle concentrazioni di inquinanti in aria si riferiscono a finestre temporali differenti, a seconda della sostanza misurata, ma le valutazioni si effettuano su scala almeno annuale, per limitare le influenze di fattori come quelli meteorologici”.
“L’atmosfera, e in particolare la troposfera, è un sistema complesso, ricco di interazioni e reazioni: le sostanze al suo interno hanno tempi di permanenza differenti. La rete di monitoraggio della qualità dell’aria misura indistintamente gli impatti che derivano da attività industriali, portuali, stradali e autostradali, da impianti di riscaldamento a combustione e da eventi naturali” conclude Arpal.
Intanto, sul quadro scientifico che emerge in merito ai dati sulla qualità dell’aria con la centrale operativa e con gli impianti spenti è arrivato il commento diretto dell’azienda Tirreno Power: “Sono dati interessanti. Arpal ha ragione ad evidenziare che esiste un ruolo del fattore meteo. Resta da osservare che al di là delle condizioni meteo, i dati rilevati rimangono al di sotto o molto al di sotto dei limiti stabiliti per la tutela dellambiente e della salute”.
“Parrebbe difficile al di là della condizione meteo, apprezzare variazioni davvero significative tra quando la centrale è in funzione o meno”.